Il Tirreno

Livorno

Lo storico glicine sporca per questo sarà abbattuto

di Giorgio Carlini
Lo storico glicine sporca per questo sarà abbattuto

La rampicante è nata mezzo secolo fa sugli scali Manzoni: domani verrà rimossa Il titolare di una cantina sui Fossi lancia un disperato appello per salvare la pianta

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LIVORNO. «Quella non è una semplice pianta: è un elemento della memoria storica dei nostri Fossi. Ed è ingiusto che sia rimossa per le prepotenze di un singolo cittadino». Questo lo sfogo di Giulio Pietra Caprina, titolare di un’attività di rimessaggio barche sugli scali Manzoni, che non si arrende all’idea che il maestoso glicine nato e cresciuto intorno alla sua cantina venga abbattuto, dopo le lamentele del proprietario di un natante ormeggiato sotto la rampicante. Sebbene l’intervento sia stato programmato per la giornata di domani, Giulio lancia un appello tramite il Tirreno, affinché ci sia un ripensamento in extremis.

Pietra Caprina, assieme al socio Diego Bertocchini, è titolare della ditta “Sempre a Galla Snc”, che si occupa di riparazione e sistemazione delle imbarcazioni. La cantina di Giulio e Diego si trova accanto al punto in cui, oltre mezzo secolo fa, è stato piantato il glicine. Nel corso degli ultimi decenni, il cespuglio è diventato una splendida pianta rampicante, che si è diramata sopra la tettoia della cantina e poi lungo il muro dei Fossi. «Il glicine - racconta Giulio - è un pezzo di storia degli scali Manzoni. Se osservate le cartoline d’epoca - aggiunge - capita spesso di vederlo in fiore. Durante la bella stagione sono molti i turisti che si fermano per fotografare la pianta fiorita».

All’ombra del glicine, però, è nata una diatriba che dovrebbe concludersi con la rimozione della rampicante. «Il caso è iniziato l’anno scorso. All’inizio non gli abbiamo dato peso: pensavamo che fosse impossibile cancellare uno dei pochi angoli verdi dei Fossi, per giunta con argomentazioni fuori luogo». Giulio spiega che un socio di un circolo nautico, proprietario di un posto barca in prossimità del glicine, si sarebbe lamentato da tempo per la presenza della pianta: «Non solo per le foglie secche che cadevano sopra l’imbarcazione, ma anche per il rischio che queste potessero affondare il natante! Mi sembra una motivazione incredibile».

La decisione, oramai, sembra ufficiale: il glicine dovrebbe essere abbattuto domani, come confermano i cartelli di divieto di sosta lungo la strada sopra la pianta. Alla base del provvedimento ci sarebbe una “intesa” tra Autorità Portuale e Comune, che avrebbero la competenza rispettivamente sulla parte inferiore e superiore del muro. A fare l’intervento sarà una squadra dell’Ufficio Parchi del Comune.

«Il rammarico - conclude Giulio - è che più volte ci siamo offerti di occuparci del glicine a nostre spese. Ma ci è sempre stata negata la possibilità di potarlo. Spero che qualcuno possa impedire, pur in extremis, questo scempio. Perché, è proprio il caso di dirlo, la rimozione del glicine andrebbe davvero contro natura».

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