Gioco
«Il mio capo mi costringeva a fare sesso». Lui nega: «Era consenziente»
Commerciante accusato di violenza sessuale, con ricatto di licenziare la sua dipendente, e di aver ripreso i rapporti. La polizia fa un blitz nel locale e a casa di lui, e preleva dal pc le immagini incriminate. Il gestore: «Sono innocente e tranquillo»
«Mi ha costretto ad avere rapporti sessuali, minacciando di licenziarmi se io avessi rifiutato. La cosa è andata avanti solo perché io temevo di perdere il lavoro... Ma poi, ho scoperto per caso che lui mi riprendeva a mia insaputa con una telecamera, e allora non ce l’ho fatta più».
È l’accusa choc che una giovane dipendente di un locale cittadino fa nei confronti del suo datore di lavoro. Così la ragazza si è sfogata con la polizia dell’ospedale a cui si è rivolta per fare denuncia. Ma il commerciante non ci sta e nega tutto: «Altro che costretta, lei era consenziente e si faceva pagare profumatamente. Io sono innocente e lo dimostrerò. Sono molto tranquillo». Un caso su cui ora indaga la polizia che giovedì e venerdì ha fatto dei sopralluoghi nel locale e a casa del commerciante, sequestrando materiale audio e video, ovvero i filmati che ritraggono i rapporti sessuali in questione.
La storia inizia quattro anni fa quando la ragazza viene assunta nell’esercizio. Mercoledì la goccia che fa traboccare il vaso. Il locale è ancora chiuso al pubblico, ma all’interno ci sono titolare, sui 50 anni, e dipendente, 30. La giovane sta facendo le pulizie quando avviene il rapporto. Secondo lei, sotto minaccia, per lui consenziente. Fatto sta che a un tratto, durante l’amplesso, lei si accorge che, nascosta all’interno del locale c’è una telecamerina che sta riprendendo tutta la scena. La giovane è sconvolta e va su tutte le furie. Poi si reca all’ospedale e sotto choc racconta quanto accaduto. Nasce un’indagine seguita dall’Anticrimine della polizia. Gli investigatori, guidati dal dirigente Alessandro Belsito, ascoltano la versione della vittima, poi avviano le verifiche. E venerdì si recano a casa del commerciante e nel locale per fare accertamenti e acquisire le immagini della discordia. È così che i poliziotti prelevano dal pc del gestore i video dei rapporti sessuali, che ora dovranno essere analizzati da un perito.
«Quei filmati in realtà mi scagionano - è la versione del commerciante - perché dimostrano chiaramente che lei era consenziente e che si faceva pagare. Io mi sono rivolto a un avvocato che mi tutelerà: sono tranquillo perché dico la verità».
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