Gioco
Fi, Barabino candidato? «Sì, me l’hanno chiesto»
Ma il coordinatore cerca di chiamarsi fuori dalla corsa a sindaco di Livorno «Vogliamo un nome che unisca tutti». In sospeso De Carlo: «Mi dicano perché no»
LIVORNO. «Sì, è vero, una parte del coordinamento mi ha chiesto di candidarmi a Livorno. Ma ripeto che il format che stiamo cercando di costruire è quello di una coalizione di centrodestra, con un candidato sindaco che possa coinvolgere tutti...». Paolo Barabino pronuncia queste parole a margine della conferenza stampa convocata per la presentazione del nuovo Club di Forza Italia capitanato da Carlo Ghiozzi.
Il coordinatore di Forza Italia, ex coordinatore provinciale del Pdl, è diplomatico. Vuole gettare acqua sulle voci sempre più insistenti di una sua candidatura a sindaco a Livorno, anziché a Cecina, come ipotizzato qualche settimana fa dal senatore ed ex ministro Altero Matteoli (a Cecina, nel 2009, Barabino è riuscito a portare il Pd al ballottaggio).
L’avvocato cerca di allontanare da sé le voci di una sua possibile candidatura, anche perché, nonostante il pressing, sembra che neanche lui sia così convinto di scendere in campo nel capoluogo.
Nelle ultime settimane una parte del centrodestra, soprattutto l’ala moderata di Ndc insieme all’Udc e a una bella fetta del mondo cattolico, hanno spinto per la candidatura a sindaco di Ugo De Carlo, già giudice del tribunale di Livorno e oggi magistrato del Tar Toscana. De Carlo ha dato la sua disponibilità, vincolata però a un appoggio dei partiti del centrodestra («se corressi da solo sarei un velleitario, e non lo sono») e alla presentazione come candidato indipendente con una sua lista civica.
Dai filo Matteoli e dallo stesso ex ministro è però arrivata la frenata, alla quale De Carlo ha risposto sottolineando che «io sono pronto, aspetto una chiamata, ma sia chiaro che non ambisco a nulla». Poi due giorni fa, dall’altra parte della cornetta, ha ripetuto: «Io non ambisco a nulla, sono stati loro a cercarmi. C’è la possibilità di un cambiamento reale per questa città, innanzitutto di metodo. Se non mi vogliono facciano capire perché. Io sto bene anche dove sto, sono una persona realizzata, ma lo dicano chiaramente davanti alla città...».
Barabino ora sembra usare la diplomazia per prendere tempo: «Questo magistrato è persona autorevole e stimata, poi è chiaro che ci devono essere vagli nel partito e nella coalizione». Curiosità: al tavolo della conferenza c’è anche l’avvocato Leanardo Biagi, finito nel toto nomi prima come coordinatore comunale poi come sindaco. Ma la campagna elettorale è alle porte e il toto nomi non potrà andare avanti molto.(j.g.)
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