Il Tirreno

Livorno

Investito il tuttofare del Pd La figlia si sfoga su Facebook «Voglio trovare il pirata...»

di Giorgio Carlini
Investito il tuttofare del Pd La figlia si sfoga su Facebook «Voglio trovare il pirata...»

Bruno Cappelli usciva dalla Federazione di via Donnini quando è stato travolto da un uomo in scooter (rubato) che è fuggito: ha fratture al femore e al bacino

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Se trovo chi ha ridotto così il mio babbo, vi giuro che presto mi porterete gli aranci alle Sughere». Il post su Facebook spunta fuori alle 9.25 di ieri mattina: arriva dalla tastiera di Ilaria Cappelli. È uno sfogo pieno di rabbia. È l’urlo mediatico di una ragazza di 29 anni che ha il padre ricoverato in ospedale con fratture multiple. Sul social network gli amici le chiedono cosa sia successo. Ilaria risponde pochi minuti dopo: «Hanno investito babbo. Il femore gli ha sfondato il bacino, si è rotto i legamenti del ginocchio e ha un trauma cranico».

“Babbo” è Bruno Cappelli, 73enne “tuttofare” del Pd travolto da uno scooter martedì sera in via Donnini, mentre attraversava la strada dopo essere uscito dalla sede del partito. «La cosa grave - rivela la ragazza su Facebook - è che il pezzo di m... che l’ha investito aveva appena rubato il motorino e è scappato come un matto, non curandosi di aver lasciato un uomo sbriciolato sull’asfalto».

La ricostruzione. Mancano pochi minuti alle 19 di martedì, quando Bruno Cappelli esce dalla Federazione del Pd, come ha già fatto altre mille volte in passato. La politica rappresenta la sua grande passione: è impegnato con il partito ormai da decenni, e da quando è in pensione passa le giornate nei locali di via Donnini. Bruno è molto conosciuto anche in ospedale: per quarant’anni è stato il tecnico dell’encefalogramma, prima di ricoprire il ruolo di caposala della struttura sanitaria di via San Gaetano.

Appena uscito dalla sede del Pd, Cappelli si dirige verso il suo motorino, parcheggiato dall’altro lato della strada (secondo le ricostruzioni dei presenti, si trovava sulle strisce pedonali poco distanti dalla Federazione). Improvvisamente, nel bel mezzo dell’attraversamento, Bruno viene investito da uno scooter, un Honda SH 150 di colore nero, che sopraggiunge a tutta velocità.

L’impatto è violentissimo. Il conducente del mezzo cade a terra, ma in pochi istanti si rialza, montando in sella e dandosi alla fuga con una rapida inversione e un passaggio sopra il marciapiede, per poi dileguarsi nelle strade limitrofe. Cappelli rimane invece riverso sull’asfalto: viene soccorso prima dai passanti, poi da un’ambulanza della Misericordia che lo trasporta in ospedale. Ha un trauma facciale e un trauma cranico. Ma soprattutto, i successivi accertamenti evidenziano fratture al bacino e al femore, oltre alla rottura dei legamenti del ginocchio.

Lo scooter rubato. Il guidatore del mezzo a due ruote riesce a far perdere le proprie tracce. Ma dopo l’impatto e la successiva caduta, per terra, oltre ai cocci dell’SH, restano i documenti dello scooter. I vigili urbani si recano così dalla proprietaria del motorino: una donna che lavora in una attività commerciale in piazza Damiano Chiesa. La polizia municipale si presenta chiedendo informazioni sullo scooter. Ma la proprietaria è completamente ignara dell’accaduto: è convinta che il suo “150” si trovi ancora là fuori, dove l’aveva parcheggiato lei. Ma quando esce per accertarsene, scopre che l’SH le è stato rubato poche ore prima, dallo stesso uomo che, probabilmente proprio durante la successiva fuga, ha falciato Cappelli in via Donnini.

Le forze dell’ordine sono sulle tracce del ladro: sperano di risalire al colpevole attraverso le testimonianze di chi ha assistito all’accaduto, o con l’aiuto delle telecamere di sorveglianza poste intorno alla sede del Pd, poco distanti dal punto in cui Bruno è stato investito.

Il quadro clinico. Cappelli si trova ricoverato al reparto di ortopedia. «I medici stanno decidendo se operarlo - spiega la figlia Ilaria - Sarebbe la via più breve per rimetterlo in piedi, ma è anche la scelta più delicata. L’alternativa è lasciare calcificare la frattura, ma ci vogliono minimo sei mesi di letto. Per ora è in trazione, stanno cercando di “separare” il femore dal bacino. La situazione - aggiunge - non è semplice, perché per un uomo di 73 anni entrambe le ipotesi non sono facili da sostenere. Per babbo sarà un periodo durissimo: non sa stare con le mani in mano, è un tipo instancabile, con le energie di un giovanotto».

Durante tutta la giornata di ieri, in ospedale, c’è stato un viavai continuo degli amici di Bruno, compresi i compagni di partito e i vecchi colleghi di lavoro. Con lui ci sono ovviamente la figlia e la moglie Mila. «Babbo è sempre rimasto cosciente - racconta Ilaria - Dell’incidente, però, non ricorda quasi nulla. Mi ha detto solo che quello scooter è arrivato a una velocità incredibile, e lo ha colpito in pieno. Poi si è ritrovato in terra dolorante».

L’appello. Dopo lo sfogo su Facebook, Ilaria fa anche un appello tramite il Tirreno. Lo rivolge a tutti coloro che potrebbero avere qualsiasi informazione sullo scooter (per quanto un SH nero sia uno dei modelli più comuni in città) o sul conducente. «Dovrebbe trattarsi di un ragazzo - sottolinea Ilaria - vista la rapidità con la quale si è rimesso in piedi e ha rialzato il mezzo. I vigili urbani - aggiunge - mi hanno detto che difficilmente dalle telecamere della sede del Pd sarà possibile ottenere un fermo immagine utile, perché l’incidente è avvenuto quando era già buio pesto. Inoltre è quasi impossibile che l’uomo abbia rivolto il viso in quella direzione. Per questo - conclude Ilaria - chiediamo a tutti coloro in possesso di qualsiasi tipo di informazione di farsi avanti rivolgendosi alle forze dell’ordine, aiutandole così nelle indagini. Ciò che conta, oltre alla guarigione di babbo, è che quel delinquente sia assicurato alla giustizia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web