Il Tirreno

Livorno

Il sesso era una trappola, condannato dipendente dell’Atl

Il sesso era una trappola, condannato dipendente dell’Atl

Con un complice era accusato di rapina. Nel novembre 2008 avevano minacciato un livornese di 48 anni durante un incontro intimo

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L’esca sessuale. La vittima predestinata. E quelli che fanno la faccia cattiva per farsi dare i soldi.

È la sequenza tra codice penale e ammiccamenti lussuriosi che in Tribunale si è conclusa con la condanna a 2 anni per rapina in concorso nei confronti di due uomini e una donna accusati di aver indotto in una trappola un livornese di di 48 anni. Il bersaglio del raggiro pensava di aver affascinato una giovane che il giorno dopo lo aveva invitato a casa sua per fare sesso.

Le cose andarono in modo diverso da come se le era immaginate l’aspirante conquistare. Lui ancora non lo sapeva, ma quell'incontro era destinato a un epilogo non proprio da colpo di fulmine: si era ritrovato con due uomini apparsi all'improvviso in camera da letto a cui dovette dare 50 euro per poi scappare mezzo nudo.

La disavventura accadde nel novembre 2008 in un residence di Calambrone ed è stata rievocata davanti al collegio del Tribunale (presidente Salutini, a latere D'Auria e Degl'Innocenti) dal livornese di 48 anni, Alessandro Freschi.

La sua testimonianza è stata cruciale per arrivare a un verdetto di colpevolezza per Marco Freggia, 35 anni, di Pisa, difeso dall’avvocato Lorenzo Stefani; Mario Colombini, 48 anni, dipendente dell’Atl, di Livorno e Concetta Cricchio, 45 anni, di Palermo, entrambi assistiti dall’avvocato Paolo Pieracci. Freggia e Colombini hanno ottenuto la sospensione della pena che non è stata concessa a Cricchio.

Il pm Annarita Coltellacci aveva chiesto la pena che poi è stata inflitta ai tre imputati.

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di Redazione web