Il Tirreno

Livorno

Il ministero premia Livorno 6 milioni extra da spendere

Meno rigidi i vincoli del Patto di stabilità per i Comuni col bilancio sperimentale Nebbiai: pagheremo i fornitori e investiremo. Cosimi: siamo finanziariamente sani

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LIVORNO. La Ragioneria generale dello Stato, con l’ok del ministero dell’economia, fa lo “sconto” ai Comuni che «hanno sperimentato la riforma contabile e hanno un basso indebitamento». Tradotto: si allentano i vincoli rigidi del patto di stabilità con la conseguenza che c’è la possibilità di spendere.

A darne notizia è Palazzo Civico, segnalando che il Comune di Livorno rientra fra i municipi virtuosi. In concreto, – viene fatto rilevare – lo “sconto” è del 52% e questo significa che per il Comune di Livorno «su un obiettivo 2014 di 11.057.967» si registra «una riduzione di 5.838.000». Che diventa, in pratica, «la possibilità finanziaria di poter spendere circa 6 milioni in più per liquidare fornitori e di ripartire con opere finanziate con mutui», come spiega l’assessore al bilancio Valter Nebbiai che esula parlando di «straordinaria soddisfazione»

Dipende dal fatto che Livorno «ha portato avanti nel biennio 2012-2013 (parallelamente a quello ordinario) un bilancio sperimentale, inserendosi in un processo di riforma degli ordinamenti contabili pubblici».

Nebbiai rivendica con orgoglio «il lavoro svolto dai nostri uffici finanziari nel gestire la contabilità»: se è vero – afferma – che «i bilanci degli enti locali saranno sempre più simili ai bilanci delle società private», il nostro Comune «si è trovato avvantaggiato», avendo «iniziato a costruire da qualche anno l'architettura dei bilanci ravvicinata al privato». Al contrario, gran parte dei Comuni delle grandi città «non ha aderito a questa sperimentazione» né si è preparato al 2015 «quando il nuovo sistema entrerà a regime» e dunque probabilmente a quel momento «incontreranno enormi difficoltà».

Non si dimentichi che il Comune ha operato in un periodo politico amministrativo «caratterizzato da una fortissima incertezza delle politiche di bilancio nazionali verso gli enti locali», tiene a ribadire il sindaco Alessandro Cosimi (che «con Anci ha avuto un significativo ruolo nelle trattative con il governo»). Il riferimento di Cosimi è a questa sorta di ottovolante che nella «continua alternanza» fra Ici, abolizione dell’Ici, poi Imu e successiva abolizione deIl’Imu, poi resuscitata con la mini-Imu e infine la Iuc: dal 2009 al 2012 «il Comune di Livorno ha complessivamente registrato una diminuzione di trasferimenti pari ad euro 29.257.000, di cui 24.707.000 di provenienza statale e 4.550.000 di provenienza regionale». E aggiunge: «Nonostante questo, lasceremo comunque un Comune finanziariamente sano, non indebitato, adeguato alle nuove norme finanziarie, in pratica pronto e preparato ad un futuro sviluppo».

Per Nebbiai c’è stata quasi «una "rivoluzione culturale" nella gestione dei propri conti per adeguarsi a normative nazionali che tendono prioritariamente a rendere tutti i bilanci delle pubbliche amministrazioni omogenei, confrontabili e aggregabili». Sottolineando poi: Livorno «si è perfettamente inserita in questo processo di armonizzazione contabile tale da meritare un premio».

L’assessore Nebbiai tiene a mettere in rilievo anche l’eredità che lascerà l’attuale amministrazione operando «con attenzione e professionalità»: la prossima amministrazione – afferma – avrà la possibilità «di spendere 8 milioni di euro di investimenti nel 2014 e, qualora il Patto di Stabilità risultasse allentato, di poter sottoscrivere nuovi mutui per 60 milioni di Euro con cui produrre investimenti su tutta la nostra città».

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