Toscana
Camera di commercio, arriva la rivoluzione “in rosa”
Sono quattro le donne elette per nove scranni. Archiviato il duello tra Nardi e Costalli, le imprese fanno quadrato e tagliano fuori i consumatori
LIVORNO. Dalla trincea delle imprese arriva una lezione per la politica: quasi la metà del “governo” della Camera di commercio sarà composto da donne. È vero che la presidenza resta in mano agli uomini (con Sergio Costalli che proviene dai piani alti del mondo Coop e della finanza “rossa”), ma nella giunta eletta martedì mattina (12 febbraio) su nove scranni figurano quattro donne (e cinque maschi).
Una bella spinta nel senso del riequilibrio fra i generi: e non era scontato, visto che la composizione del consiglio non è poi così “rosa” (nei nominativi degli altri 18 consiglieri compaiono tre donne: Alessia Prosperi per l’industria, Angela Ghilli per l’artigianato e Gisella Seghettini per i consumatori).
Per un capriccio del destino, proprio il segnale di rinnovamento rivendicato dai consumatori – con il voto a tre donne annunciato via Facebook da Benedetto Tuci, assessore Idv a Collesalvetti e esponente di punta del fronte consumerista – è stato raccolto dal fronte delle organizzazioni imprenditoriali che, con il poker di nomi al femminile, hanno fatto quadrato e si sono spartite i nove posti in consiglio tagliando fuori il tentativo dei consumatori.
Al di là del risiko fra categorie all’interno del consiglio camerale, è questa la prova provata che una maggiore parità uomo-donna nelle “stanze dei bottoni” può non essere un optional, una carta da giocare solo là dove i giochi non si sono ancora fatti duri e non devono essere ancora i duri a scendere in campo.
Altroché se era stato aspro e duro lo scontro frontale per la poltronissima della Camera di commercio: tre-quattro mesi di duelli all’arma bianca fra il fronte Costalli e i filo-Nardi prima che, con un passo indietro del presidente uscente, al terzo tentativo l’uomo forte delle Coop venisse eletto per acclamazione su proposta del portacolori (confindustriale) dell’ex schieramento avversario.
E anche quando le diplomazie dei fronti contrapposti sono riuscite a far scoppiare la pace, era rimasto il problema della composizione d’un puzzle che non scontentasse né i sostenitori della prima ora di Costalli né gli ex avversari.
Non basta: c’è stato da trovare una quadratura che evitasse squilibri fra i differenti pezzi del territorio provinciale. L’area livornese ne ha quattro su nove, Piombino e Elba due a testa. Di prim’acchito potrebbe sembrare un po’ sacrificata l’area Cecina-Rosignano, ma non va dimenticato che il presidente Sergio Costalli è un pezzo da novanta e viene da quella zona. Non solo: manca ancora la ratifica formale del voto ma in pole position per la vicepresidenza è Anna Landini, che arriva da Castagneto Carducci.
L’incoronazione ufficiale avverrà nella seduta in agenda per mercoledì 19: di fatto, però, benché non esistano cifre ufficiali, pare che Landini abbia ottenuto il più alto standard di preferenze nel segreto dell’urna. Potrebbe essere una vicepresidenza che pesa, soprattutto se Costalli decidesse di restare nei consigli di amministrazione ai piani più alti della galassia Unipol (e dunque il ruolo vicario acquistasse più spazio).
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