Gioco
Porto: merci in ripresina, crociere flop
Finalmente in controtendenza ma è una crescita debole: siamo a malapena tornati agli standard di 8-10 anni fa
LIVORNO. Non ce l’ha ancora fatta a superare la soglia dei 28 milioni di tonnellate movimentate ma dalle banchine livornesi arriva un qualche segnale di ripresina: timida e piccina picciò, però con quel che passa il convento è già qualcosa esser riusciti a invertire almeno simbolicamente la tendenza al declino. L’Authority fornisce per i dodici mesi del 2013 la cifra complessiva di 27,95 milioni di tonnellate: con un aumento del 2% rispetto all’anno precedente. Bissato dall’incremento anche delle navi che hanno fatto scalo qui da noi: 6.759, 220 in più (e una crescita del 3,3%).
Non facciamoci troppe illusioni: ci sarà un motivo se anche a Palazzo Rosciano il presidente Giuliano Gallanti non si mette a far lo splendido con virgolettati trionfalistici. Si limita a parlare di «notizie positive sul fronte dei traffici». La ragione c’è: miglioriamo sì rispetto al 2012 ma, se escludiamo il tonfo record del 2009 (oltre 7 milioni di tonnellate di merce perduta in appena 12 mesi, meno 21% di schianto), eravamo al di sopra degli standard attuali già nel 2005. E lontano ancora anni luce dal record di 34 milioni di tonnellate di appena sei anni fa.
Ma c’è un “ma”: il tonfo più clamoroso riguarda le crociere. I vacanzieri a bordo delle love boat che hanno fatto tappa a Livorno sono stati appena 736mila: eppure appena due anni fa avevamo superato per la prima volta il milione di turisti. Peggio della peggior previsione pessimistica: meno 29%, dice l’Authority. E se pensiamo che è proprio sulle crociere che si concentra l’attacco di La Spezia, e se pensiamo che è proprio sulle crociere che fa perno il tassello-chiave del nuovo Prg portuale possiamo aver ben chiaro il problemino che si spalanca sotto i piedi. Anche perché non è mica vero che i passeggeri abbiano voltato le spalle a Livorno: anzi, fra i traghetti cresciamo del 3% superando quota 1,8 milioni.
Non basta: anche fra i contenitori c’è il segno “più”, e grossomodo della stessa entità (1,8%). Ma il fatto di essersi attestati attorno ai 559mila teu ci riporta ancora più indietro: fra il 2003 e il 2004. Però una percentuale-spia punta il dito non solo contro il sistema porto ma anche contro la debolezza dell’economia dell’area toscana e extratoscana che exporta tramite Livorno: l’incremento è più allo sbarco che all’imbarco (2,3% contro 1,4%), più fra i container vuoti che fra quelli pieni (3,3% contro 0,2%).
L’incremento all’imbarco è invece non trascurabile nelle “autostrade del mare” (più 3,5%) e traina la ripresina un po’ frenata in questa tipologia che vale un doppio “numero uno”: i rotabili sono il primo traffico per il porto di Livorno e Livorno è il primo porto in Italia in questo campo.
Ma quest’andamento nel segno di una ripresina ha caratterizzato anche le rinfuse: stazionari i prodotti petroliferi (8,3 milioni di tonnellate), bomm (più 17,5%) per le rinfuse solide.
Ma nel campo merci quel che ha fatto impennare il grafico sono stati i traffici di cellulosa: fra cellulosa, rotoli, carta kraft e legname si è andati a un passo dal milione e mezzo di tonnellate con un exploit del 23,9% (che tocca addirittura il 25,4% se guardiamo al solo sbarco, cioè all’import diretto alle cartiere soprattutto lucchesi).
Di tutt’altro segno – ed è l’unico “meno” nella metà campo che si occupa di merci – è stato l’andamento dei traffici di auto nuove: ne sono transitate 348mila, 8mila in meno rispetto allo scorso anno.
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