Il Tirreno

Livorno

Continue lettere minatorie

Si è rifatto vivo il “postino” che perseguita Kutufà

Si è rifatto vivo il “postino” che perseguita Kutufà

LIVORNO. Non conoscono sosta le molestie indirizzate al presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, da circa 4 anni nel mirino di uno stalker che lo riempie di lettere piene di minacce, insulti e...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non conoscono sosta le molestie indirizzate al presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, da circa 4 anni nel mirino di uno stalker che lo riempie di lettere piene di minacce, insulti e pesanti critiche, recapitate nella cassetta postale della sua casa. Per un periodo, lo stalker era stato a riposo, ma a fine anno è tornato alla ribalta con alcuni messaggi, sempre con la solita formula: articolo di giornale che parla di una situazione di disagio sociale o di tasse, con commenti e parolacce scritte dal molestatore con il pennarello nero. «Il motivo ricorrente nei suoi messaggi è la critica asprissima all’operato dell’amministrazione rispetto ai disagi sociali. Lui accusa me e il sindaco Alessandro Cosimi di essere insensibili ai problemi dei cittadini. Il concetto è questo: “La gente soffre, è costretta a pagare le tasse nonostante non abbia i soldi, di questo la colpa è vostra e voi ve ne fregate”». Di solito il molestatore accumula più articoli e li invia tutti insieme. E così ha fatto anche negli ultimi casi: «Mi ha inviato 10-12 ritagli di giornale con articoli significativi che parlano di problemi legati al sociale - dice Kutufà - Questa persona fa continui riferimenti alla condizione difficile dei pensionati e accusa me e altri amministratori tra cui il sindaco, di “fare la bella la vita”. È per questo che secondo me abbiamo a che fare con un pensionato. E nelle critiche ha coinvolto anche l’assessore Walter Nebbiai per l’Imu e una volta persino Roberto Piccini dell’Autorità portuale». Le prime volte il presidente non faceva caso a quelle lettere, che poi però sono diventate sempre più insistenti fino a sconfinare in minacce brutali rivolte anche ai familiari del politico. «La cosa che mi ha dato più fastidio è successa quando, dopo un mio intervento contro le ronde cittadine, mi arrivò un ritaglio di giornale con minacce esplicite ai miei familiari. Intollerabile. Essere nel mirino di qualcuno è sempre una cosa brutta, ma coinvolgere anche la famiglia è vile e dimostra una conoscenza più approfondita della vittima». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web