Il Tirreno

Livorno

Scoperto il “postino” che minacciava Kutufà

Lara Loreti
Scoperto il “postino” che minacciava Kutufà

È un pensionato livornese, denunciato dalla Digos: le indagini sono ancora in corso. Il presidente: «Spero che smetta, certo com’è dura la vita da politico...»

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«Fare il politico è sempre più difficile e duro. Non solo per l’impegno pubblico costante, ma anche perché spesso siamo nel mirino di gente che offende, minaccia, molesta. Le vicende che hanno coinvolto me e in maniera più grave Alessandro Cosimi, ne sono la prova. Ed è anche per questo che è così difficile trovare un candidato sindaco a Livorno, e non solo». A parlare è Giorgio Kutufà. Esasperato da un quattro anni di stalking, oggi però il presidente della Provincia può tirare - ma solo in parte - un respiro di sollievo. Lo stalker-postino, che dal 2010 lo perseguita con ritagli di giornale accompagnati da insulti e minacce, ora ha un nome e un volto.

È stato individuato dalla polizia. Si tratta di un pensionato livornese. Un anziano che, in base a quanto appreso, vive con una pensione minima e avrebbe anche un figlio disoccupato. Gli investigatori, guidati dal pm Antonio Di Bugno, sono arrivati a lui grazie al contenuto dei suoi messaggi che facevano riferimenti alla sua vita personale. Ma un ruolo decisivo lo hanno avuto anche le buste da lui scelte per inviare i ritagli di giornale con le offese: plichi riciclati, che lui stesso aveva ricevuto.

Ancora da capire quali e quanti episodi di ingiurie e minacce si possono attribuire a lui. Ci sta lavorando la Digos e l’indagine è in corso. Tuttavia, è ancora da verificare se gli episodi di persecuzione si siano fermati. La speranza è che cessino: per il momento, l’ultimo blitz del “postino” a casa Kutufà risale al periodo natalizio. «Spero che la smetta», commenta il numero uno di palazzo Granducale.

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