Il Tirreno

Livorno

Voglio il “fai per me”

Simone Lenzi

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È paradossale che nell'epoca in cui trovare un bravo artigiano è diventato quasi impossibile, ci venga chiesto di fare un milione di lavoretti che prima altri avrebbero fatto per noi. Ci dobbiamo far benzina da soli, ritiriamo i soldi al bancomat.
Facciamo bonifici online, compiliamo l'effe ventiquattro. Soprattutto, ci montiamo i mobili e ne siamo contenti perché così risparmiamo.

Ci sembra cioè di fare un affare, mentre la verità è che stiamo pagando l'Ikea per farci lavorare. Quando arriviamo alla cassa del supermercato il conto ce lo siamo già fatti da soli con il salvatempo. Anche l'auto ce la laviamo da soli all'autolavaggio automatico.

E ci facciamo le foto da soli, per rinnovare la carta d'identità. La modernità pare insomma coincidere proprio con questa immagine di tanti piccoli atomi, pretesi autonomi, che si fanno tutto da soli, e che da quando si svegliano al mattino a quando vanno a letto la sera possono ridurre il contatto con i propri simili allo stretto indispensabile.

Capisco perfettamente che tutto ormai spinga verso l'idea che non si possa pagare un uomo solo per farti pagare il biglietto al casello autostradale quando una macchina può servire perfettamente allo scopo, anche se, certo, a volte avresti bisogno di un'indicazione e ti piacerebbe chiederla al casellante.

D'altra parte per questo abbiamo anche il navigatore, che ci evita la noia di fermarci per strada a chiedere a un indigeno.

Se tutto questo è comprensibile e inevitabile, alla fine resta però un rimpianto per tutti gli incontri mancati, per tutte le persone che avremmo potuto incrociare e davanti alle quali invece abbiamo tirato dritto.

Nel mio caso, soprattutto, resta il dispetto nel dover riconoscere che, di questa nuova razza di esseri umani autosufficienti, io non sono certo un buon esemplare. Per questo cerco ancora di uscire dall'autostrada dove c'è il casellante, compro mobili già fatti e, al benzinaio, vado alla pompa con scritto 'servito'. Non mi importa se spendo di più. Non perché possa permettermelo, ma solo perché, anche risparmiando quei pochi spiccioli, resterei lo stesso povero di prima.

In compenso però mi evito l'umiliazione di incartarmi con i distributori automatici, di fare bonifici malefici e di piangere davanti alle istruzioni di montaggio della cucina LIDINGÖ. La verità è che io non sono per il "fai da te". Sono per il "fai per me". Fai qualcosa per me insomma, aiutami. Perché io, purtroppo, non so fare niente.

 

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