Lutto
Le Apuane tradite: «Quello sperone da noi non esiste»
Il vicesindaco di Stazzema: non c’è bisogno di foto ritoccate per raccontare un territorio che è patrimonio dell’Unesco
STAZZEMA. Per chi ha scelto di vivere qui, a due passi da queste vette, dove si arriva dopo chilometri di curve e non ci sono supermercati, e neppure tv e cellulari funzionano a dovere, ma in compenso il cuore si riempie di gioia ad ogni sorgere del sole che illumina le creste verdeggianti e i picchi imbiancati, quella foto è un tradimento. Uno schiaffo alla bellezza autentica di questi luoghi che si chiamano Alpi Apuane, trasformate con la bacchetta magica di un programma di fotoritocco in qualcosa che non esiste.
Per chi vive in Alta Versilia e in questi giorni ha visto l’immagine utilizzata nella campagna di promozione turistica della Toscana commissionata dalla Regione alla società romana LS&Blu c’è solo un commento possibile: «È falsa, quella roba non esiste: quella roccia è di granito e in Alta Versilia non c’è». E con “quella roba” escursionisti, appassionati e residenti si riferiscono allo sperone di roccia appiccicato sopra una veduta delle Apuane come una sorta di “palcoscenico” sulle vette dell’Alta Versilia. «A colpo d’occhio - suggeriscono alcune guide osservando la foto - potrebbe essere una roccia dello Yosemite» che è un parco naturale della California sulla Sierra Nevada.
E il presidente dell’Unione dei Comuni della Versilia, Maurizio Verona, nonchè vicesindaco di Stazzema, conferma: «Quell’immagine è inventata - non so dove l'hanno presa ma non è un’immagine del nostro territorio. E dico di più: non serve un’immagine del genere a un territorio che è Patrimonio dell’Unesco». I luoghi simbolo, che avrebbero potuto far fare bella figura all’intera Toscana, sulle Apuane non mancano. Anche chi non è appassionato di escursioni ha, almeno una volta in fotografia, visto il monte Forato. Una meraviglia della natura tutta apuo-versiliese che, in estate, offre ai visitatori uno spettacolo unico: il sole che sorge e attraversa il foro forgiato dalla natura sulla vetta della montagna.
Ma le bellezze, da queste parti, sono anche altre. «Basti pensare alla sentieristica - continua Verona - a cominciare dalla via Vandelli, conosciutissima, che da Modena arriva fino a Carrara. O ancora il sentiero della Tacca Bianca percorso anche da Michelangelo».
«Le Alpi Apuane sono bellissime fuori ma straordinariamente belle dentro» continua Verona. E il riferimento è a un altro tesoro di cui chi si è occupato del marketing turistico della Toscana forse si è dimenticato: l’Antro del Corchia «una delle cavità carsiche più famose e importanti d’Europa - continua il presidente dell’Unione - per i suoi 60 chilometri di sale e gallerie, due dei quali visitabili dai turisti, meta di importanti e famosi speleologi da tutto il mondo».
«Le nostre Apuane - afferma Verona - hanno anche innumerevoli vie per gli scalatori. Bastava chiedere una delle bellissime immagini pubblicate da una importante rivista di settore, Alp, poco tempo fa, per promuovere la nostra montagna senza sforzarsi tanto. Se Rossi ha contrastato con energia questo fotomontaggio - conclude - ha fatto benissimo. Non servono trucchi: la Toscana è bella di natura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
