Gioco
Cartelle Equitalia, entro il 28 si paga senza interessi
Vale anche per le multe ai conducenti o per i bolli auto non versati Ma niente rate e lo sconto è limitato: delusione nei forum e fra i consumatori
LIVORNO
Nelle pieghe della “legge di stabilità” c’è qualcosa che può interessare da vicino chi ha da saldare una cartella esattoriale. La novità è che se l'ha ricevuta entro il 31 ottobre scorso e se la paga in un colpo solo «tassativamente entro il 28 febbraio 2014» ha una sorta di sconto: non si devono pagare né gli interessi di mora (che «maturano dalla data di notifica della cartella in caso di mancato pagamento delle somme entro i 60 giorni previsti») né il tributo relativo agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo («riportato nell'estratto di ruolo e indicato nelle cartelle/avvisi emessi per conto dell'Agenzia delle Entrate»).
Ma, insieme al debito, non bisogna dimenticare di mettere nel conto anche aggio e spese di notifica, oltre a oneri «per eventuali procedure attivate».
È una opportunità che riguarda molte cose ma non tutte. Vale, ad esempio, per cartelle e avvisi esecutivi i cui tributi sono relativi a agenzie fiscali (non soltanto le Entrate, ma anche Territorio, Dogane e Demanio), amministrazioni statali (a cominciare da prefetture e ministeri per arrivare alle commissioni tributarie) e enti locali (Regioni, Province e Comuni). Tradotto: vale per Irpef e Iva o, in parte, anche per multe di Comuni e prefetture agli automobilisti o bollo auto non pagato.
Ma è una chance che sembra più una occasione persa che una vera agevolazione: lo ripetono i forum, i blog e numerose voci dal fronte consumerista. Sì, è vero che non c’è da pagare gli interessi ma si tratta di una strada che è in alternativa alla rateizzazione: dunque, di fronte alla difficoltà di pagare perché la crisi ha falcidiato il reddito è ben difficile che si abbia comunque ossigeno finanziario sufficiente per pagare tutto in una volta sola e abbastanza alla svelta...
Cosa resta fuori? A parte gli importi derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti, si tratta delle somme «dovute agli enti previdenziali (Inps, Inail)» o «tributi locali non riscossi da Equitalia» oppure «richieste di pagamento di enti diversi da agenzie fiscali, uffici statali, enti locali».
Nel frattempo, rimane congelata fino a metà marzo – sempre in virtù della “legge di stabilità” – la riscossione di cartelle e avvisi esecutivi nelle mani di Equitalia (con affidamento entro il 31 ottobre dello scorso anno). Finisce nel freezer anche l’ “orologio” che scandisce i tempi della prescrizione.
Comunque, in caso di dubbi non esiste cosa migliore di andare a bussare agli sportelli di Equitalia per prendere visione della propria situazione debitoria: per avere la certezza che la cartella alla quale state pensando rientra nell’agevolazione, bisogna «verificare innanzitutto la data in cui le somme dovute sono state affidate all’agente della riscossione»: è tutta roba che sta nell’estratto di ruolo da chiedere a Equitalia.
Come si fa a pagare? Niente di più semplice: ovviamente, ci si può rivolgere agli sportelli di Equitalia. Chi preferisce passare dall’ufficio postale – precisano da Equitalia – deve indicare «tassativamente nel campo “Eseguito da” la dicitura “Definizione Ruoli - L.S. 2014”». Sempre dal quartier generale di Equitalia arriva una raccomandazione: meglio «utilizzare un differente bollettino F35, completo di codice fiscale, per ciascuna delle cartelle o degli avvisi» che si intende pagare ricorrendo a questa forma agevolata.
Ai contribuenti che saldano il proprio debito entro fine mese in una sola rata «arriverà, mediante posta ordinaria entro il 30 giugno, una comunicazione di avvenuta estinzione del debito».
Come dicevamo, però, la “rottamazione” delle cartelle esattoriali è stata accompagnata da un po’ di delusione: era stata immaginata come una sorta di fase due, dopo che nei mesi scorsi era stata varata la rateizzazione dei debiti nei riguardi di Equitalia. Poi le esigenze di cassa devono aver convinto il governo a mettere parecchia acqua nel vino. Anzi, le modalità previste per la “rottamazione” sembrano quasi attagliarsi soprattutto alla categorie degli sbadati: possono andar bene per sentire un po’ meno il peso di una multa finita in cartella esattoriale per dimenticanza o trascuratezza. Ben difficilmente tempi così ravvicinati (due mesi) e il no alla dilazione possono interessare chi invece finora non ce l’aveva fatta a pagare perché l’indebitamento era troppo gravoso e rischiava di avvitarsi su sé stesso.
Non è un segreto che, di fronte all’alternativa di una rateizzazione, i diretti interessati possano ritenere più onerosa la scelta di puntare sulla “rottamazio- ne”.
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