Il Tirreno

Livorno

Pd, le miniprimarie appese a un filo

di Juna Goti

Lamberti e socialisti lanciano lo sfidante di Ruggeri ma i vertici di Centro democratico smentiscono l’ex sindaco

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il Pd ne ha parlato per mesi: tutti a dire che questa volta sarebbero stati gli elettori, “la città”, a decidere il candidato sindaco. Tutti a riempirsi la bocca con le parole “partecipazione” e “apertura”. Ma la verità è che oggi esiste un solo candidato del Pd, Marco Ruggeri, perché è l’unico che è riuscito a raccogliere tra gli iscritti l’enorme quantità di firme necessarie per partecipare alle primarie di coalizione. E ora il voto aperto a tutti, iscritti e non, del 9 marzo rischia di saltare.

Il motivo? La coalizione di centrosinistra non è ancora definita (non avrebbe dovuto essere decisa prima delle candidature?) e in attesa di sapere se Sel parteciperà o no alle primarie, il Pd è a caccia di alleati che propongano almeno uno sfidante di Ruggeri. Se così non fosse il consigliere regionale potrebbe arrivare dritto alle elezioni di maggio senza alcun lasciapassare di iscritti e simpatizzanti. E per gli stessi vertici Pd sarebbe un boomerang.

Come minimo perché dovrebbero spiegare ai loro iscritti perché hanno voluto a tutti i costi fare primarie di coalizione e non di partito: forse per impedire - grazie alla procedura più complessa - la presentazione di più candidati? Per chi non lo sapesse, infatti, per candidarsi alle primarie di coalizione servivano 65 firme dell’assemblea comunale o 469 di iscritti, mentre nell’altro caso ne sarebbero bastate 19 o 70. Forse il candidato unico, o meglio l’unico candidato, non ci sarebbe stato.

A fare un nome alternativo, andando in soccorso al Pd, ci ha provato l’ex sindaco Gianfranco Lamberti: ieri mattina ha presentato come Centro Democratico, e insieme ai socialisti, la candidatura di Gianfranco Morelli (nell’articolo in basso). Peccato, però, che abbia fatto i conti senza l’oste: ai giornalisti ha ripetuto che la candidatura salva-primarie era espressione di Cd, ratificata dal direttivo e dall’assemblea livornese del partito, ma nel pomeriggio sia il coordinatore provinciale di Cd, Ruben Bianchi che quello nazionale, Pino Bicchielli, lo hanno smentito. «La candidatura si concerta col coordinatore – sottolinea Bianchi – e io non ho ratificato niente. Qualcuno ha forzato la mano. Il problema non è Morelli, ma Cd non presenterà alcuno candidato: stiamo nella coalizione e appoggiamo Ruggeri». Rincara Bicchielli: «Cd – scrive da Roma – sosterrà la candidatura proposta dal Pd, Ruggeri. La scelta del coordinamento provinciale guidato da Bianchi, d'intesa con quello regionale di Rudi Russo, è l'indicazione migliore nell'interesse della città». Attenzione: Lamberti è leader di Confronto, che non essendo un partito non può sottoscrivere candidature. Arriverà in soccorso il Psi? Sentite cosa ha risposto ieri sera Aldo Repeti (Psi)Pi: «Noi ci mettiamo la firma in virtù dell’accordo fatto con Cd. Ci fidiamo delle rassicurazioni avute, poi è chiaro che se non avessimo interloquito con Cd dovremmo capire come si evolve la situazione...». Se voleva essere un’operazione “salvate il soldato Pd” non è passata inosservata.

Comunque non giriamoci intorno: se anche Morelli sarà confermato candidato, più che di primarie si parlerebbe di mini-primarie. A voler essere teneri. Non certo per Morelli, ma perché se il sondaggio commissionato dal Pd a Swg ha un minimo di credibilità, Psi, Cd e Idv insieme non raggiungerebbero oggi il 2-3%, mentre Sel arriverebbe al 6 (col Pd al 42.5%). I vendoliani staranno nella coalizione presentando un loro candidato? Sel riunirà i vertici domani, come Idv. Ieri Andrea Romano (Idv) ha fatto sapere che sono state trovate intese incoraggianti di programma col Pd, che si sarebbe impegnato anche a estendere il porta a porta e a spingere per una «tramvia urbana» e una «centrale eolica kite di nuova generazione»...

Tutto mentre si dice che in via Donnini sia arrivato il rapporto completo di Swg, che evidenzierebbe critiche rispetto all’amministrazione comunale uscente e alla scelta di candidare un politico, piuttosto che un esponente della società civile.

Così ecco che tagliano come un coltello le parole su Fb dall’avvocato Beppe Batini, volto storico della Dc e primo coordinatore di Cd (assente all’assemblea che ha incoronato Morelli). Batini non vuole «togliere le castagne dal fuoco al Pd» e con Lamberti sembra essersi consumata la frattura. «A pensare male – scrive – si fa peccato, ma spesso si vede giusto: se gli altri partitini non portano loro candidati senza speranza, il Pd deve fare primarie interne e i concorrenti potrebbero essere più di uno mettendo in forse i risultati fatti a tavolino...». E ancora: «Cosa in cambio a chi si presenta e blocca le liste?». Poi al telefono aggiunge: «È inutile una partecipazione di Cd alle primarie, anche sotto il profilo dei rapporti di forza. Non si porta un candidato, certamente bravissima persona come Morelli, contro Ruggeri. Non ha senso. Queste primarie sono improprie...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web