Gioco
Pd, Ruggeri candidato unico nessun altro ha le firme
Due terzi dell’assemblea e oltre 800 iscritti sostengono il consigliere regionale Il civatiano Di Bisceglie si ritira: «Regole impossibili, che errore un solo nome»
LIVORNO. Ora è ufficiale: nella corsa che deciderà il nuovo sindaco, Marco Ruggeri è il candidato unico del Pd. Ieri alle 20 è scaduto il termine per la presentazione delle candidature democratiche alle primarie del centrosinistra e, come previsto, solo il capogruppo in Regione è riuscito a depositare il pacchetto di firme necessarie.
Lo ha ufficializzato in tarda serata la commissione per l’organizzazione, presieduta da Maurizio Paolini: Ruggeri ha depositato 118 firme raccolte tra i componenti dell'assemblea comunale e 860 tra gli iscritti al Pd livornese. Perché la sua candidatura sia confermata dovranno però passare 48 ore, ovvero il tempo previsto dal regolamento regionale per eventuali ricorsi.
La corsa in solitario del quarantenne ex segretario dei Ds e del Pd era scontata. Negli ultimi mesi sono finiti nel tritacarne delle primarie moltissimi nomi, ma ogni tentativo di mettere sul tavolo un esponente della società civile o un amministratore in trasferta è falliti. L’ex parlamentare renziana Marida Bolognesi c’ha provato col costituzionalista Emanuele Rossi, lo scienziato Paolo Dario e l’economista Nicoletta Batini. Il civatiano Antonio Ceccantini si è mosso per l’assessore donna di Torino, Ilda Curti. Il ricercatore Luca Bussotti ha ritirato i moduli e poi si è ritirato. E alla fine forse proprio l’accordo dietro le quinte tra Bussotti, Bolognesi, Ruggeri e il segretario De Filicaia ha fatto sì che restasse un solo nome. In queste primarie riflesso del congresso, solo l’area di Bolognesi e quella del segretario avrebbero avuto davvero la forza di proporre candidati, considerando la mole di firme necessarie: 65 tra i delegati dell’assemblea (formata da 186 persone) o 469 tra gli iscritti. Va detto comunque che Ruggeri ha superato di gran lunga il numero, andando oltre la distinzione ex renziani-ex cuperliani.
Non ce l’ha fatta a formalizzare la sua candidatura il civatiano Marco Di Bisceglie. «Mi ritiro – ha fatto sapere ieri – perché non ho raccolto le firme sufficienti, sono arrivato a 166». «Mi ero proposto – ha ribadito – perché volevo dare un'alternativa al Pd che si preparava ad avere un candidato unico. Una prospettiva che consideravo e considero un errore. Ma, purtroppo, è stato scelto un regolamento che di fatto impediva candidature alternative. Mi aspettavo che, dopo i segnali arrivati dall'elettorato il Pd si aprisse. Così non è. Sono in dubbio che, addirittura, vengano fatte le primarie di coalizione...».
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