Gioco
«Ottimo candidato ora si faccia carico del cambiamento»
LIVORNO. «Come candidato, come ottimo candidato nostro, Marco Ruggeri deve essere consapevole che del bisogno di cambiamento e discontinuità che si respira, dovrà farsi carico in maniera...
LIVORNO. «Come candidato, come ottimo candidato nostro, Marco Ruggeri deve essere consapevole che del bisogno di cambiamento e discontinuità che si respira, dovrà farsi carico in maniera straordinaria. Con grande passione civile, con coraggio e con la lungimiranza che ha dimostrato di avere nel ruolo che ha ricoperto fino a oggi in Regione». Così il candidato alla segreteria regionale del Pd e uomo di fiducia di Matteo Renzi, Dario Parrini, ieri pomeriggio ha battezzato con mano renziana la candidatura di Ruggeri. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale, che nonostante il passato sostegno a Cuperlo, in questa candidatura a sindaco sembra aver trovato la stima e soprattutto la spinta proprio dei vertici renziani fiorentini.
Le parole di Parrini sono arrivate in circoscrizione 5 dove si è riunito l’attivo del Pd. In pratica le facce più note di via Donnini, col segretario Yari De Filicaia e tutte le diverse anime renziane ad accreditarsi in platea. Sono intervenuti in tanti: Giovanni Battocchi, Roberto Brilli, Paolo Borghi, Vladimiro Del Corona, Mauro Meini, Valter Nebbiai, Anna Maria Biricotti, Donatella Fornaciari, Maco Filippi, Marida Bolognesi e Tall Sangoulene. Tre ore di domande e puntualizzazioni, dalla legge elettorale alle infrastrutture portuali, fino ai rapporti tra Livorno e la Regione, che secondo qualcuno sarebbe colpevole di avere «abbandonato» una «città isolata».
Ma nei corridoi si parla di primarie: «Sel ci starà? Ci saranno candidati alternativi? Perché se così non fosse sarebbe stato alzato il tetto delle firme ingiustamente...». Quando Parrini dice: “Marco è il candidato alle amministrative o alle primarie di coalizione, scusate non sono informato”, dalla sala un iscritto grida: «Nemmeno noi», seguito da applauso e sorrisi.
Poi Parrini dà una stoccata, facendo tremare De Filicaia, quando boccia il modello “Toscana democratica” che in Regione ha visto l’alleanza tra Pd, Sel, Idv, Cd, Prc, Psi: «Con Idv, Sel, Prc i riformisti non hanno avuto la maggioranza assoluta nel consiglio regionale». Paralizzando, secondo lui, alcune discussioni. «Eviterei – dice – di riprovarci, le alleanze si fanno a partire dal programma...». (j.g.)
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