Gioco
Tre casi di scabbia alla scuola materna
Attivata la profilassi alla scuola Pian di Rota alle Sorgenti per i bambini ( dai 3 ai 5 anni), le famiglie e le insegnanti
LIVORNO. Forte prurito, eruzioni cutanee e un sospetto che si fa sempre più forte: sarà scabbia? Una parola - e un’infezione - che sembra d’altri tempi. Eppure non è così. La prova l’hanno avuta alla scuola dell’infanzia Pian di Rota in via delle Sorgenti 269, che fa parte dell’istituto comprensivo Don Angeli. Tre casi in pochi giorni con il rischio di epidemia, visto che ci sarebbe anche un quarto caso all’analisi dei medici. Colpiti tre bimbi livornesi dai 3 ai 5 anni che ora stanno seguendo la profilassi. A scuola s’è scatenato il panico, anche per quella paura atavica che malattie come la scabbia da sempre si portano dietro. Tuttavia, la preside Camilla Pasqualini getta acqua sul fuoco: «Non c’è nessun allarme, è tutto sotto controllo e abbiamo aumentato la pulizia».
Ma andiamo con ordine. La notizia del primo caso di scabbia alla scuola Pian di Rota si diffonde domenica: il venerdì precedente un bimbo è dovuto ricorrere alle cure mediche per un problema cutaneo che gli specialisti hanno poi classificato come scabbia. Il piccino è stato portato dai genitori dal pediatra che a sua volta lo ha dirottato dal dermatologo. L’Asl 6 a quel punto si è subito attivata con il protocollo previsto dalla legge. Genitori e Asl poi, tramite le insegnanti, hanno avvisato la scuola e la dirigente. Passa un giorno e arriva la notizia del secondo caso: un altro bambino infettato. Poi tra martedì e mercoledì si aggiunge il terzo malato. E ce ne sarebbe anche un quarto all’analisi dei medici.
Scoppia il panico: dove è stata contratta la malattia? C’è rischio per gli altri bimbi? Cosa fare? Domande a cui hanno subito risposto gli esperti dell’Asl. Nei giorni scorsi infatti, addetti dell’unità di Igiene sanità pubblica e nutrizione e incaricati del distretto sanitario di Fiorentina, da cui dipende l’asilo Pian di Rota, si sono recati a scuola per distribuire ai genitori un volantino illustrativo sulle norme da seguire in casi del genere. Prima di tutto, come spiegano gli esperti, i bimbi contagiati hanno iniziato la profilassi che prevede l’uso di un gel pomata da applicare sulla pelle per tre giorni e di un sapone topico, da abbinare, con cui lavarsi. Ogni mattina, vanno cambiate le lenzuola perché l’acaro responsabile dell’infezione depone le uova di notte. La profilassi è stata estesa ai familiari dei bimbi contagiati, cioè a quelle persone che hanno contatti diretti e continui con chi ha già l’infezione. Il contagio, infatti, può essere diretto oppure avvenire tramite la biancheria del letto. I bimbi contagiati non sono più andati a scuola nel periodo della profilassi: una precauzione - spiegano i dottori - per evitare rischi.
Grande la preoccupazione delle famiglie, ma la preside Camilla Pasqualini rassicura gli animi: «Non si può parlare di emergenza. Noi abbiamo seguito scrupolosamente il protocollo sanitario intensificando le pulizie ed eliminando quei materiali come peluches e cuscini su cui l’acaro potrebbe annidarsi. È giusto precisare che la malattia è stata portata a scuola e non viceversa: altrimenti i casi non sarebbero stati tre ma molti di più». L’asilo Pian di Rota è frequentato da 50 alunni divisi in due sezioni, da sei in segnanti e da due collaboratori, oltre che ai genitori dei bimbi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
