Sicurezza
«Senza un’intesa il servizio è a rischio»
Ctt, oggi azienda e sindacati firmeranno il verbale di disaccordo. Filt-Cgil e Ugl: «Possibili scioperi incontrollati e vie legali»
LIVORNO. «L’azienda dice che l’accordo si farà? Non comprendiamo l’immotivato ottimismo. La trattativa è saltata per il muro alzato dalla controparte. E con il verbale di disaccordo le ripercussioni sul servizio saranno imprevedibili». Lo dicono in coro Alessio Bernini (Filt Cgil) e Massimo Biegi (Ugl). I rappresentanti sindacali stigmatizzano gli episodi dei volantini di minacce e della scritta offensiva che hanno riguardato l’amministratore delegato Alberto Banci e il presidente di Ctt Nord, Alfredo Fontana. Dopo l’iniziale invito a abbassare i toni, non nascondono però le perplessità sulle dichiarazioni dei vertici aziendali: un accordo tra le parti è tutt’altro che vicino, specie dopo l’esito negativo della trattativa conclusa lunedì e alla luce della firma del verbale di disaccordo, prevista per stamani. «Offese e minacce sono da condannare - conferma Bernini - ma quando si arriva all’esasperazione è difficile tenere a freno gli atteggiamenti sbagliati dei singoli. Inoltre - aggiunge il rappresentante Filt Cgil - i continui attacchi dell’azienda ai dipendenti non aiutano. Sono anni che si punta sempre il dito contro l’assenteismo dei lavoratori, facendo di tutta l’erba un fascio». Sul futuro, Bernini è pessimista: «Noi abbiamo cercato il dialogo in tutti i modi, ma ad ogni richiesta dei sindacati si è alzato il muro dell’azienda». Il nodo è il contratto integrativo: se per gli autisti ex Atl dovesse essere applicato quello della ex Clap di Lucca, ci sarebbe una decurtazione di circa 250 euro dallo stipendio mensile. «Quello che doveva essere un accordo di armonizzazione - chiosa Bernini - di fatto è un tentativo ragionieristico di recuperare 4-5 milioni di euro sulla pelle dei dipendenti». Neppure il rischio di perdere la gara, con successivo fallimento di Ctt Nord, sembra spaventare il personale: «I lavoratori avrebbero la garanzia di transitare verso l’azienda vincitrice. Certo, una realtà pubblica è meglio di una privata, magari straniera o sconosciuta. Ma non mi sembra che le cose in Ctt stiano andando tanto meglio rispetto a questo scenario...».
«I sindacati non hanno mai mostrato chiusura su molti aspetti - gli fa eco Biegi - Solo su un punto siamo irremovibili: quello dell’integrativo. Non siamo disposti a perdere soldi che ci spettano da contratto. Peraltro - rivela l’esponente Ugl - i legali ci hanno detto che con una eventuale causa avremmo molte possibilità di esito favorevole, in caso di disdetta del contratto. L’azienda punta tutto sugli stipendi, non ci sembra giusto. Si chiede più presenza ai lavoratori, ma non si guarda al parco macchine, in condizioni fatiscenti». E da domani, che succederà? «Le conseguenze del verbale di disaccordo sono imprevedibili. In caso di scioperi, cercheremo di garantire un servizio adeguato nelle “fasce critiche”. Ma sarà difficile tenere a freno eventuali iniziative più eclatanti, se condivise dalla maggioranza degli autisti».
Intanto, in merito agli episodi dei giorni scorsi, arriva una ferma condanna dal Pd livornese, che in un comunicato parla di «volgari azioni intimidatorie messe in atto contro i dirigenti e gli amministratori del Ctt, ai quali va tutta la nostra piena solidarietà». Messaggio ribadito da Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana: «I recenti atti di intimidazione rappresentano un episodio inaccettabile, che niente ha a che fare con un civile confronto fra le parti. Occorre un richiamo generale alla responsabilità, per non mandare nel caos l’intero settore e colpire i cittadini».
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