Il Tirreno

Livorno

«Non sono il rapinatore» E porta gli scontrini in aula

di Federico Lazzotti
«Non sono il rapinatore» E porta gli scontrini in aula

Rossano Ricciardulli, 66 anni, è accusato di aver rapinato la sede della banca in via Provinciale Pisana nel gennaio di due anni fa con un taglierino

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LIVORNO. Uno scontrino mi scagionerà. È questa la tesi difensiva attraverso la quale Rossano Ricciardulli, 66 anni, accusato di aver rapinato il 13 gennaio 2012 la sede della Cassa di risparmio di Pisa, Lucca e Livorno di via Provinciale Pisana, conta di essere assolto nel processo in cui è l’unico imputato e che ieri mattina è stato rinviato alla metà di giugno.

Il sessantaseienne, infatti, nei giorni scorsi si è presentato con il suo legale, l’avvocato Massimo Gambacciani, dal pubblico ministero che ha condotto le indagini, con una serie di scontrini fiscali che dimostrerebbero, ubiquità non permettendo, la sua estraneità alla vicenda.

«Abbiamo in mano degli elementi importanti - spiega il suo legale - che porrebbero il mio clienti in luoghi diversi rispetto alla banca che è stata rapinata». Certamente affinché la giuria si convinca serviranno altre conferme, soprattutto da parte dei testimoni, a cominciare proprio dai proprietari dei negozi dai quali il 66enne si sarebbe recato per fare la spesa. Dovranno essere loro - per quanto sarà possibile - a ricordare di averlo visto quel giorno. Anche perché le prove che hanno portato a scoprire l’autore - secondo gli investigatori - sarebbero schiaccianti, o quasi.

Secondo il pubblico ministero che ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio, invece, Rossano Ricciardulli, quel giorno «si sarebbe impossessato, con minaccia consistita - si legge nel capo d’imputazione - nel brandire un taglierino e nel pronunciare la frase: “Questa è una rapina, stai fermo, state fermi, se no qualcuno può farsi male”, della somma di 16.670 euro».

L’uomo, inoltre, è anche accusato di porto abusivo di arma perché «al fine di commettere il reato di rapina, portava fuori dalla propria abitazione l’arma da taglio».

Adesso l’appuntamento in aula davanti alla Corte composta dai giudici Del Forno, Pasquali e il presidente Cardi, è fissata tra 4 mesi, quando gli scontrini dovrebbero entrare a tutti gli effetti nel dibattimento.

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