Il Tirreno

Livorno

Mille cuori virtuali per la piccola Marta

di Federico Lazzotti

La comunità Facebook di “Sei livornese se...” in lutto per la scomparsa della bambina di 5 anni morta mercoledì

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LIVORNO. Il primo segno di un lutto virtuale per un dolore vero, reale, è un cuoricino rosso disegnato sulla bacheca del gruppo Facebook creato dal Tirreno “Sei livornese se…” - 13mila utenti nati per condividere storia, passioni e linguaggio di una città - comparso intorno alle 17 di mercoledì.

Alla fine, in un giorno, sono stati oltre mille i cuori per Marta, bambina infinita scomparsa mercoledì per una malattia congenita che dalla nascita l’ha resa più fragile dei suoi coetanei, sempre in pericolo, fino a toglierle la speranza di arrivare a compiere il suo quinto compleanno.

Per farlo apparire sul proprio schermo basta digitare in sequenza 3 sulla tastiera del pc. Lo fa Andrea, poi lo fanno Alessandra e Marco, decine di mamme e papà. Poi eccone un altro, passano due minuti e ne viene postato un altro ancora, stavolta con accanto una faccina triste. Un cuore dopo l’altro quel simbolo si trasforma in un segno di appartenenza, soprattutto dopo la comparsa del post-appello di Anna delle 17,30.«Riposa in pace - si legge - piccolo angelo, prego tutti gli utenti di mettere un cuore sulle proprie bacheche e anche qui come segno della vicinanza del popolo livornese alla famiglia, io inizio per prima».

A questo punto i segni del lutto si moltiplicato: fiocchi neri, angeli che piangono, facce gialle con un’espressione triste, si mischiano alle foto di Gigi Balla e Mamma Franca.

Succede così che una comunità creata per guardare e condividere il passato attraverso personaggi, modi di dire e immagini, sbatta la faccia contro la realtà, e davanti ad essa si blocchi e canalizzi, pian piano la propria attenzione solo su questo argomento. E poi si confronti, si senta più vicina, invochi Dio, si scontri contro chi critica il dolore virtuale fino ad emarginarlo, proponga di andare al funerale della piccola «per far sentire alla famiglia la propria vicinanza», prometta «che dopo quello che è successo saprà di poter contare sull’amicizia dell’altro», lanci una raccolta fondi per la famiglia in difficoltà. E poco importo se sono pochi, forse pochissimi, i membri del gruppo virtuale che conoscevano realmente la piccola o i suoi genitori.

L’importante non sembra provare dolore ma condividere il dolore. Scrive Rossella sintetizzando il pensiero dei più: «Non c’è bisogno di conoscere fisicamente le persone. Basta un libro letto e ti colpisce il cuore, ed è fatta ti innamori del l'autore. Con questo voglio dire: a quelle poche m... ma davvero puzzolenti, che il nostro sgomento di ieri non era falsità, o falso perbenismo e che i nostri cuoricini in segno di amore verso la piccolina vi hanno stufato, levatevi immediatamente da questo gruppo di persone meravigliose: non siete degni di stare tra noi».

Perché la voce del lutto, come in una piazza cittadina, si sparge lentamente. E chi non si accorge di quello che sta accadendo intorno a lui rischia grosso. Come entrare in un bar mentre al bancone parlano di calcio senza sapere com’è finito il derby della sera prima, rischia di fare la figura del pesce in barile.

Succede a Dario che non sa che la piccola Marta se n'è andata e dopo i primi cuoricini continua a giocare con: “Sei livornese se… Hai fatto una gabbionata ai Fiume”. Poi compare la foto di Berlusconi, quella di un pallone Supertele arancione a scacchi neri e la scritta: “Chi di voi ha dato una pedata a questo”.

Quando arriva il messaggio di Mirna il clima cambia: «Stringiamoci attorno a quei genitori, per oggi basta scemate».

Arrivano le condivisioni che fanno da eco, l'informazione si sparge in modo virale, il contatore dei “mi piace” si impenna. Compaiono i primi lanci che riportano la notizia della tragedia.

È così che Alessandro Raffaelli lancia la sua proposta: «Questa comunità, gaia, spensierata, chiassosa, burlettona, sta dando dimostrazione di grande maturità, davanti al dolore che poche ore fa ha colpito la nostra città. Riposa in pace caro angelo».

È così che nasce il primo lutto cittadino virtuale dove per dimostrare il tuo dolore devi dire che ti piace lasciando un cuore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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