Gioco
Pasticcio Aamps sulla Tia del supermercato
L’azienda dei rifiuti ha sbagliato il conteggio e non ha fornito la documentazione richiesta
LIVORNO. È un pasticcio legale che emerge dai rifiuti quello che Aamps ha compiuto nella causa amministrativa con la Sidal srl, società con sede a Pistoia e proprietaria, a Livorno, dell’omonimo supermercato in via Masi.
Una battaglia legale durata oltre quattro anni che alla fine ha visto costretta la società pubblica che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani per il Comune di Livorno a restituire parte della Tia versata dalla srl nel 2009 e adesso molto probabilmente dovrà fare la stessa cosa per le tre annualità precedenti.
Il nodo del contendere è la categoria all’interno della quale Aamps aveva inserito, in un primo momento, la Sidal per il pagamento della tassa sui rifiuti. In pratica fino al 2009 il punto vendita era stato fatto rientrare nella categoria 28, quella riservata agli ipermercati, e non nella categoria 25 che invece riguarda i supermercati.
Quando nel 2009 i vertici dell’azienda alimentare hanno notato l’errore e la maggiorazione sulle bollette hanno fatto richiesta ad Aamps di essere rimborsati per la differenza versata. Si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo depositata in cancelleria alla fine di gennaio. «Il gestore del servizio accoglieva la richiesta accogliendo la richiesta della società ricorrente modificando la categoria e restituendo le somme versate in eccedenza per l’anno 2009».
Incassati i soldi di troppo versati per la prima annualità, la Sidal - si legge nel dispositivo - «ha chiesto il rimborso anche delle somme versate in eccedenza per i tre precedenti anni di imposta». Il problema è che la richiesta di accesso agli atti da parte della srl non ha mai ricevuto risposta. Ed è per questo che il legale della Sidal, l’avvocato Attilio Sorrentino si è rivolto al Tar di Firenze.
Si legge nel paragrafo della sentenza dedicato a fatto e diritto: «Veniva avanzata richiesta di rimborso anche delle somme versate in eccedenza per i tre precedenti anni di imposta senza ottenere risposta; al fine di poter verificare se il rimborso ottenuto per il 2009 fosse estendibile agli anni precedenti in cui aveva pagato la Tia secondo la tariffa prevista per la categoria 25; chiedeva di ottenere l’accesso alla documentazioni relativa all’assegnazione della categoria 28 e successivamente della categoria 25 nonché dei provvedimenti che avevano portato a emettere le note di credito con le quali era stata sostituita l’eccedenza d’imposta». Ma le risposte arrivate da Aamps prima «non sono state ritenute esaurienti». Ecco perché la domanda è stata fatta di nuovo senza ottenere alcuna risposta. Ora i giudici hanno disposto che Aamps, che non si è costituita in giudizio, a pra i suoi archivi per consegnare la documentazione richiesta da Sidal e inoltre paghi le spese legali che la Corte ha liquidato in 2mila euro. (f.l.)
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