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Conti ok grazie alla vendita di Asa Trade Incertezza per la futura gara del ramo gas

Prima dello “show” di Del Nista contro Iren e Aeeg, in seconda commissione consiliare c’è spazio anche per l’analisi della situazione economico-finanziaria di Asa. Un quadro che, è bene ricordarlo,...

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Prima dello “show” di Del Nista contro Iren e Aeeg, in seconda commissione consiliare c’è spazio anche per l’analisi della situazione economico-finanziaria di Asa. Un quadro che, è bene ricordarlo, risente fortemente (in positivo) della vendita di AsaTrade, avvenuta nel marzo 2013. Il risultato netto, aggiornato al 30 settembre 2013, ammontava a 24 milioni e 298 mila euro, dai quali però vanno sottratti i circa 23 milioni arrivati dall’operazione AsaTrade (altri 6 milioni, dei complessivi 29 ricavati dalla cessione, sono serviti a far scendere i debiti a medio e lungo termine appena sotto la soglia dei 50 milioni di euro). Si registrano maggiori costi per l’acquisto di materie prime (13 milioni e 700 mila euro) rispetto al 2012 e al budget, dovuti prevalentemente all’aumento dei costi di energia elettrica. Diminuiscono invece i costi per i servizi (10 milioni e 700 mila euro), mentre restano invariate le manutenzioni e le altre spese (in lieve diminuzione, rispetto al budget, i costi del personale: 19 milioni e 600 mila euro). Il totale dei ricavi si attesta sui 63 milioni e 261 mila euro (nel 2012 erano 62 milioni e 856 mila euro). La posizione finanziaria netta registra una sensibile diminuzione sempre per effetto della cessione di AsaTrade (26 milioni di euro rispetto ai precedenti 44,9). Cessione che fa salire il patrimonio netto a 63,5 milioni di euro a fronte dei 33,5 dell’anno precedente. Il capitale investito netto è di 89,5 milioni (nel 2012 era stato pari a 78,4 milioni), gli investimenti ammontano complessivamente a circa 13,5 milioni: risultano inferiori rispetto al budget preventivato (20 milioni) a causa dei ritardi sia nel pagamento delle tariffe che dei contributi pubblici. A margine della situazione economico-finanziaria, Del Nista ha rivelato quello che potrebbe essere un futuro elemento di incertezza e preoccupazione: il riferimento è alla prossima gara obbligatoria per l’affidamento della rete di distribuzione gas. «Questa - sottolinea il presidente di Asa - ha portato a una divisione netta dell’organico tra il settore idrico e quello del gas, con tensioni comprensibili dovute al fatto di non sapere chi si occuperà della distribuzione gas. La gara, prevista a marzo, dovrebbe slittare di 4 mesi. Ciò che è certo è che, nello spostamento di 70 dipendenti, quelli con più anzianità rimarranno al servizio idrico. Questo - conclude Del Nista - porterà a un aumento del costo del personale per i prossimi anni».

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