Sicurezza
Batini e Bussotti si ritirano Marco Ruggeri resta solo
Ma è ancora in alto mare il capitolo delle alleanze mentre domani scadono i termini per presentare le eventuali candidature Pd alle primarie
LIVORNO. Un dopo l’altro i concorrenti di Marco Ruggeri gettano la spugna e abbandonano il campo ancor prima di giocare la partita.
Tramonta il nome di Nicoletta Batini così come quello di Luca Bussotti che manda un breve documento di saluto dal sapore di saudade. Scrive Bussotti dal Portogallo: ritengo che “la candidatura di Marco Ruggeri sia la più consona”.
Due personalità di rilievo internazionale escono di scena mentre in via Donnini non è stato ancora sciolto il nodo se fare o meno le primarie e, in caso affermativo, se scegliere la formula della consultazione di partito o quella tra alleati.
La semplificazione delle candidature non sembra, però, portare con sè quella degli schieramenti interni ai democratici.
Nelle ultime settimane sono finite in archivio due candidature di area renziana-Bolognesi: il professor Dario, prima, e la dottoressa Batini a seguire. E quando ancora non era iniziato il rosario degli aspiranti sindaci, con grande preveggenza, aveva dato la propria indisponibilità un altro esponente di Ideali, il costituzionalista Emanuele Rossi. Insomma, l’ex deputata Marida Bolognesi si è dimostrata capace di proiettare sulla scena cittadina personalità di altissimo livello che, però, son rimaste tutte appese in aria non riuscendo poi a planare nell’areana dello scontro livornese. Una sindrome che ha colpito lo stesso Ruggeri, quando ancora sperava di poter restare in Regione e faceva il tifo per l’avvocato Giuseppe Angella, civilista di lungo corso, esperto in macchina amministrativa, sistemi politici e relazioni tra gruppi economici.
Così, alla fine, tutto sembra indicare una via d’uscita obbligata: la candidatura secca di Marco Ruggeri.
Venerdì scadono i termini per presentare firme e nomi di chi vuol sottoporsi al giudizio del popolo del centrosinistra. Stasera Yari De Filicaia riunisce la direzione e dovrebbe decidere se le primarie saranno di partito o di coalizione.
Fino ad oggi s’è parlato di coalizione ma il principale alleato, Sel, è tutt’altro che disponibile a un accordo con il Pd e per ora prosegue il suo percorso di elaborazione programmatica.
(a.la)
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