Sicurezza
«La vera sfida è tornare in sintonia con la città»
LIVORNO. Marco Ruggeri, ha iniziato a raccogliere le firme: è ufficialmente candidato del Pd in primarie di coalizione? «Si, la disponibilità sta diventando candidatura. Spero che aggreghi il più...
LIVORNO. Marco Ruggeri, ha iniziato a raccogliere le firme: è ufficialmente candidato del Pd in primarie di coalizione?
«Si, la disponibilità sta diventando candidatura. Spero che aggreghi il più possibile. Lo spirito resta quello con cui avevo dato la disponibilità: non generare spaccature».
Quindi pensa di avere trovato un sostegno diffuso nel partito?
«Mi pare che il sostegno ci sia. Spero che cresca e che ci siano le condizioni perché il Pd si presenti più forte alle elezioni, insieme a una coalizione. Io ho fatto un passo. Poi la qualità dei nomi che sono in campo è tale per cui per essere unitario bisogna alzare parecchio l'asticella. Le sollecitazioni arrivate da Bussotti, ad esempio, sono importanti e spero di poter fare un lavoro insieme per la città…».
Si dice che Bussotti abbandonerà la corsa, è vero?
«Non lo so, ha ritirato i moduli per le firme. Posso dire che con Luca spero ci sia un percorso comune, condivido molte delle sollecitazioni che ha posto rispetto al futuro della città. Se mettiamo insieme la disponibilità di Batini e le riflessioni con Dario, Angella e Rossi, abbiamo sollecitazioni tali che il livello della discussione si alza per forza. Quando personalità così partecipano, il Pd deve dire: dateci una mano perché questa città ha bisogno di tutti».
Ma quando Bolognesi ha proposto di sostenere in modo unitario Batini, donna con un curriculum importante, il Pd ha detto no. E la candidatura sembra tramontata...
«Ne prendo atto. Dico solo che se un po' di livornesi di questo livello danno la disponibilità a contribuire al rilancio della città e guardano al progetto del Pd, bisogna che il Pd raccolga le sollecitazioni. Anche se non ci sono le condizioni perché una candidatura come alla Batini unisca oggi tutto il Pd, non vuol dire che non sia un'opportunità da cogliere in futuro per costruire un progetto di città».
A meno che i civatiani non riescano a raccogliere le firme per Di Bisceglie e con Bussotti e Batini che sembrano fuori dai giochi, si avvia ad essere il candidato unico del Pd: non verrà meno quel confronto che cercavate?
«Se dovesse essere così, comunque la mia disponibilità avrà creato condizioni migliori di quando siamo partiti. Ho sempre detto che avrei fatto primarie di partito o di coalizione. Il problema, però, sono le "secondarie". È come si rientra in sintonia con la città: ci sono forti tensioni e frammentazioni, è l'ora di gettare il cuore oltre l'ostacolo. C'è un lavoro in corso per costruire l’alleanza, spero sia la più ampia possibile. Comunque tempo per discutere ne abbiamo avuto, ora bisogna fare: mollare gli ormeggi, guardarci meno l’ombelico, dare spazio alle competenze dentro al governo della città».
Lascerà il posto di consigliere regionale?
«Riunirò il gruppo a Firenze, non posso garantire la presenza richiesta a un capogruppo. Valuterò, forse resterò consigliere fino alle elezioni».
Chiuda gli occhi e immagini di essere sindaco: cosa farebbe per prima cosa?
«Istituire un assessorato alla cura della città, perché non si può rilanciare Livorno senza tenerla pulita, in ordine, in un rapporto con i cittadini. Bisogna fare così se si vuole davvero puntare sul turismo. Servono un piano straordinario e una persona che si occupi solo di questo, con un "ufficio" in città, non in Comune…».(j.g.)
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