Gioco
Ordigno esplode nella notte, danni a una ditta di elettronica: caccia all'attentatore solitario
Inquietante episodio in via dei Pelaghi all’ingresso dei magazzini dove opera la ditta E-Repair, che lavora per conto della Siemens. Nessun ferito, ma ingenti danni. Dai filmati si vede l'azione di un uomo incapucciato. Parla il proprietario: "In azienda siamo 30 e siamo in crescita, ma qualcuno evidentemente non è contento"
LIVORNO. È caccia all'attentatore solitario che inotrno alle 2,15 di lunedì notte ha piazzato e fatto esplodere un ordigno rudimentale in via dei Pelaghi, danneggiando il magazzino della ditta E-Repair, attività che lavora anche per conto della Siemens per la quale ripara le schede per organi meccanici. È quanto emerge dalle immagini delle telecamere di una sala giochi e della stessa azienda colpita e che sono state sequestrate dai carabinieri che conducono le indagini. Da una prima analisi dei filmati, si vede un uomo, incapucciato, piazzare un pacco davanti al magazzino. Poi accende l'ordigno attraverso una miccia lunga quasi un metro e se ne va: dopo una manciata di minuti ecco l'esplosione, che ha fatto danni all'ingresso dell'azienda.
LE IMMAGINI DELL'ATTENTATO ALL'AZIENDA
Sul posto sono intervenuti prontamente gli uomini della vigilanza privata della Vesuvio, i vigili del fuoco e i carabinieri. I militari hanno raccolto le testimonianze di alcune persone che erano a un bar nelle vicinanze. "Ha tremato la casa", racconta un signore. Nel capannone in questione vengono stoccati e lavorati materiali per la riparazione di hardware di computer e apparecchiature tecnologiche di ricambio. In mattinata è previsto un nuovo sopralluogo dei vigili del fuoco.
Non è escluso che l'episodio in questione sia riconducibile all'incendio dell'ottobre scorso dove il magazzino venne dato alle fiamme.
VIDEO: PARLANO IL TITOLARE E I DIPENDENTI DELLA DITTA
Racconta il titolare dell'azienda Andrea Maci. "Stiamo vedendo di capire danni e verificare se c'è un filo logico con il precedente attentato. La E-Repaier è laboratorio, non lavoriamo solo per la Siemens. L'altra volta episodio simile: hanno dato fuoco a magazzino Siemens che noi gestiamo, qualcuno si è arrampicato sul tetto, ha aperto il lucernaio e ha versato del liquido infiammabile all'interno del magazzino, poi gli ha dato fuoco. Non abbiamo ancora capito la prima azione, anche perché non abbiamo mai ricevuto minacce. I danni? La prima volta sono stati circa di 200mila euro. Altrettanto lunedì notte. Maci parla dell'azienda aperta nel 2007. "Siamo trenta e siamo in crescita, ma qualcuno evidentemente non è contento. Non capisco il voler fare del male senza un motivo ma uno spregio".
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