Il Tirreno

Livorno

Ora Bolognesi lancia Nicoletta Batini

di Juna Goti
Ora Bolognesi lancia Nicoletta Batini

Primarie, l’ex deputata tira fuori la disponibilità di una donna ma cerca l’intesa con Ruggeri e De Filicaia. Riunione in notturna

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LIVORNO. Si potrebbe partire dalla sfilza di nomi e cognomi che nelle ultime settimane è stata triturata nel calderone delle primarie per decidere il candidato sindaco del Pd di Livorno. Città dove, caso più unico che raro in Toscana, la raccolta firme per partecipare alla sfida della coalizione (che ancora non si sa bene da chi è formata) è stato rinviato di giorno in giorno e ancora non si sa chi sono i candidati.

O forse si potrebbe partire dalla riunione per pochi, pochissimi intimi che ieri sera è stata convocata nella sede del partito in via Donnini: intorno al tavolo si sono seduti il segretario Yari De Filicaia, l’ex parlamentare Marida Bolognesi e il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Marco Ruggeri, che qualche giorno fa si è detto disponibile a candidarsi. Perché questo incontro?

Perché ieri mattina Marida Bolognesi ha tirato fuori un (altro) nome dal cilindro di queste primarie che sembrano diventate un film. Dopo avere provato a convincere a candidarsi il costituzionalista Emanuele Rossi e il prof dei robot Paolo Dario (entrami del laboratorio culturale e politico di “Ideali”), ha incassato la disponibilità di una donna. Una non-politica con una carriera internazionale e un cognome conosciutissimo in città, per il lavoro del padre “Beppe”, avvocato e volto noto della politica.

Lei è Nicoletta Batini, 43 anni, laureata al Sant’Anna di Pisa e volata giovanissima a Londra, per un incarico alla Banca di Inghilterra. La carriera e il curriculum chilometrico l’hanno portata fino a Washington, al Fondo monetario internazionale, dove si è occupata di Sudamerica, politiche economiche e finanziarie dei principali paesi industriali, Ocse, finanza delle pubbliche amministrazioni a tutti i livelli. Qualche mese fa è stata distaccata in Italia, a Roma: è al ministero, dipartimento del Tesoro, per occuparsi di politiche economiche internazionali.

La conferma della sua disponibilità è arrivata dopo che, ieri mattina, Alberto Silvestri e Marida Bolognesi hanno riunito i delegati renziani nel circolo di Borgo. Sul tavolo c’era la possibilità di sostenere la candidatura del ricercatore Luca Bussotti, che ha bisogno di firme. Ma a quanto pare l’ipotesi avrebbe spaccato il gruppo dei filo-Bolognesi.

Ha confermato il corteggiamento di alcuni democratici e non, con l’eventuale disponibilità a farsi avanti anche l’imprenditore Dario Nadimi (come raccontato ieri dal Tirreno). Durante la discussione sono saltati fuori anche altri nomi: dalla studiosa Olimpia Vaccari al medico Daniele Tornar (che in realtà aveva scherzato con la carrellata infinita delle candidature postando un messaggio su Fb). Ma Marida Bolognesi ha spiazzato tutti annunciando la candidatura «dirompente, innovativa e di spessore di una donna».

Proprio alla Bolognesi, la scorsa settimana, i suoi avevano chiesto all’unanimità di candidarsi. Lei ha detto no, e ieri ha ottenuto un mandato per discutere dell’ipotesi Batini con Bussotti, De Filicaia e con Ruggeri. Ha ottenuto la fiducia in bianco, perché il nome di Batini non è stato fatto ufficialmente davanti ai delegati, ma è trapelato poco più tardi.

Perché ha ottenuto un mandato per discutere con i vertici del partito? Bolognesi ha spiegato che l’intenzione sarebbe quella di arrivare a una candidatura unica o almeno a un sostegno quanto più possibile condiviso dal partito. Insomma, non vuole mettere Batini sul binario delle primarie (in caso di vittoria potrebbe dover lasciare il Fondo monetario) salvo partita da giocare tutti insieme.

Il punto, però, è che l’aria non è più quella che si respirava nei giorni della “riflessione” di Paolo Dario: ora il Pd ha messo in campo il suo cavallo di razza, il capogruppo in Regione Marco Ruggeri. In caso di mancato accordo su Batini, i filo-Bolognesi potrebbero convergere su Bussotti o Ruggeri? Ieri la riunione è andata avanti fino a tarda sera.

Intanto stamani parte la raccolta firme: Bussotti, che oggi deve tornare in Portogallo, ha già ritirato la delega da consegnare a una persona di fiducia per iniziare la raccolta. Molti circoli, invece, ieri erano pronti ad attrezzarsi per Ruggeri. Tutto mentre è stato ultimato il documento di programma dei possibili alleati: Idv, Centro democratico, Psi, forse Sel, non Prc. Ma l’impressione è che anche oggi il Pd si darà battaglia in pancia, più che sfidare possibili candidati di coalizione.

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