Il Tirreno

Livorno

corso per istruttori subacquei

In mare non ci sono barriere Con i disabili negli abissi

di Giulia Mancini
In mare non ci sono barriere Con i disabili negli abissi

LIVORNO. Una sfida nel nome della diversità e dell’uguaglianza, perché il mare non è una barriera e la parola impossibile non esiste. Questa la mission comune di Girovagando (associazione sportiva di...

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LIVORNO. Una sfida nel nome della diversità e dell’uguaglianza, perché il mare non è una barriera e la parola impossibile non esiste. Questa la mission comune di Girovagando (associazione sportiva di subacquei con sede a Firenze) e dell’associazione internazionale Hsa Italia (MI), che insieme hanno promosso a Livorno un corso per conseguire l’abilitazione all’insegnamento ed accompagnamento subacqueo di persone con disabilità fisica.

«Abbiamo subito sposato l’iniziativa che ci ha proposto l’ Hsa Italia, perché crediamo che un disabile, che sia tetraplegico, paraplegico, sordo o non vedente possa comunque essere un subacqueo», spiega Marco Masi di Girovagando: «Il nostro compito è preparare istruttori che possano accompagnarli».

Ieri mattina ai Bagni Roma si è tenuta la prova pratica di questo corso intensivo di tre giorni per poter affiancare i disabili nel mondo del mare. «Ai paraplegici vengono restituite le tre dimensioni, perché la sensazione di muoversi liberamente nel mare è un’esperienza unica, praticabile da tutti – continua Masi – anche per persone con disabilità fisiche o mentali».

Durante le immersioni, gli istruttori si premureranno di spiegare ai ciechi, attraverso una serie di segni prestabiliti, che cosa c’è nel mare e come muoversi. Un cerchio sul palmo della mano per chiedere quanto ossigeno resta, una pressione sul dorso o sul palmo per poter salire o scendere, una stretta sul braccio per dare l’ok e tuffarsi. I partecipanti al corso sono tutti istruttori, vengono da ogni angolo d’Italia, hanno fra 30 e 50 anni e sono uniti dalla voglia di mettersi in gioco e aiutare il prossimo.

«Nel mare non ci sono barriere architettoniche, c’è un’uguaglianza disarmante e anche noi riceviamo molto», spiega un partecipante: «Accompagnando nelle immersioni una signora cieca mi sono reso conto di quanto io non abbia mai potenziato il senso del tatto, di quante sensazioni ed emozioni mi perda solo perché vedo». Uomini e donne che si renderanno disponibili quest’estate ad organizzare uscite e gite in barca con cui accompagnare i disabili. La base marina dell’associazione Girovagando si trova all’interno dei Bagni Roma, e molte sono le proposte e gli eventi in serbo per la bella stagione che si possono leggere sul loro sito o chiamando lo 055 9753959.

«Il primo passo? È il certificato medico – dice Giovanni Pessi di Hsa – poi occorre il coraggio e la voglia di mettersi in gioco». Il mondo della disabilità è vastissimo, ogni caso risulta pressoché unico come unica del resto è ogni persona, pertanto gli istruttori vengono preparati ad affrontare ogni tipo di situazione ed emergenza. «Le definizioni risultano sterili – segnala Pessi – abbiamo davanti la persona e questa non è mai definita soltanto dalla sua disabilità». Un ponte fra normodotati e non, che si apre nel blu più profondo del mare. «Tutti possono partecipare, i bambini con disabilità possono imparare prima nelle piscine – dice ancora il responsabile Hsa - e poi compiuti i 15 anni, iniziare le immersioni».

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