Il Tirreno

Livorno

Allarme rogo alla Grande Molini per un macchinario in fiamme

di Lara Loreti

Si è surriscaldato il motore dello strumento che lavora la farina e la trasforma in cubetti tipo pellet L’incendio è stato circoscritto. Due operai hanno chiamato i soccorsi: nel fumo nessun ferito

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LIVORNO. Il macchinario si blocca all’improvviso, ma le cinghie del motore che fanno girare gli ingranaggi continuano a girare fino a surriscaldarsi e a sprigionare scintille. Una vampata, poi tanto fumo che invade il terzo piano dello stabilimento della Grandi Molini italiani, con sede in via Leonardo Da Vinci 19, la principale azienda al livello nazionale che produce farina. Al lavoro, accanto a quella macchina, ci sono due operai. Sono loro che, alla vista del fumo, danno immediatamente l’allarme chiamando il personale della manutenzione. In pochi minuti, con gli estintori, arrivano i tecnici che spengono l’impianto e cominciano a lavorare sul rogo in attesa dei vigili del fuoco.

Tanta paura, ma per fortuna nessuna grave conseguenza. Tutti salvi e danni limitati. Sono le 16.50 quando scatta l’allarme. All’interno dello stabilimento livornese della Grandi Molini (la sede principale è a Rovigo) lavorano una cinquantina di persone, ma nel weekend il personale è ridotto. Il rogo si sviluppa al terzo dei sette piani di uno dei due grandi impianti attivi nell’azienda: si tratta di due impianti in grado di produrre 1200 tonnellate di semola al giorno (600 di grano duro e altrettante di quello tenero). Lì sono al lavoro due persone che si occupano della cosiddetta cubettatrice, la macchina che trasforma la crusca in cubetti (pellet). Fortuna vuole che il rogo resti circoscritto alle sole cinghie del motore, senza coinvolgere la polvere: in quel caso le conseguenze sarebbero potute essere ben più gravi.

L’intervento tempestivo della squadra di manutenzione e dei vigili del fuoco ha evitato il peggio. Questi ultimi, giunti col mezzo base più l’autopompa, si sono assicurati che non ci fossero rischi di ripresa dell’incendio.

Alla base del rogo, un guasto tecnico, che però s’è risolto in breve tempo. «I pompieri ci hanno assicurato che è tutto a posto e che possiamo riaccendere l’impianto cosicché il turno notturno, che inizia alle 22, potrà lavorare senza problemi - dice Vittorio Bosi, procuratore dello stabilimento - Sono lieto che tutto abbia funzionato al meglio l’emergenza è rientrata in fretta».

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