Gioco
“Sei livornese se...” oltre quota 10.000
Boom del gruppo Facebook. E ora facciamoci due risate col test: dieci domande per sapere quanto siete davvero labronici
LIVORNO. La marea dell’amore dei livornesi per Livorno non conosce i cicli lunari e continua a salire. Oltre diecimila membri continuano a scambiarsi ricordi, battute, modi di di dire di ieri e di oggi sul gruppo facebook creato dal Tirreno “Sei livornese se...”.
Con passione, cercando le foto più curiose e le immagini che illuminano angoli nascosti della memoria e ti fanno ricordare quello che c’è stato, la vecchia Gran Guardia o il Parterre come erano una volta. O quello che c’è ancora e per fortuna non è stato spazzato via dal tempo, villa Fabbricotti o il frataio di piazza Cavallotti. Post su post, commenti su commenti, quasi sempre pieni di tenerezza, di voglia di condividere ricordi e detti che sono nostri e soltanto nostri, poi a volte ci scappano la polemica e lo scazzo, ma anche questo è “essere livornesi”...
Del resto lo dice Luca Mazzi. “Sei livornese se questo gruppo è una malattia che non va più via”: la voglia di ritrovarsi - e si continua a pensare ad una riunione kolossal di tutti i membri, magari alla Terrazza - supera anche il proverbiale disincanto labronico e rende tutti amici. Fieri di essere livornesi doc.
Ma quanto ciascuno di noi può dirsi davvero labronico-puro? Per scoprirlo il comico Claudio Marmugi ha ideato il test che trovate qui a destra. Dieci domande tutte da ridere, la possibilità di scegliere tra diverse risposte e poi, come in ogni test che si rispetti, soluzioni, conteggi e “profili” capovolti così “’un si copia”.
Penna alla mano quindi e poi la sentenza... Il rischio più grande? Quello di ritrovarsi nella categoria “Sei pisano” e lì per l’orgoglio labronico del malcapitato saranno guai. Poi ci sono le altre categorie, da “livornese standard” a “livornese abbestia”. E che non venga la tentazione di bluffare: il test scoverà anche chi “fa finta d’esse’ livornese”.
Un gioco per tutti i nostri lettori e anche un gustoso viaggio autoironico nelle nostre manie, le nostre mitiche spacconate e la nostra innata tendenza ad essere sempre controcorrente, diversi da tutti, né provinciali né metropolitanti, allergici alla retorica, Insomma unici.
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