Gioco
Palio, così gli over 40 tornano sulle gozzette
A maggio si accenderà la prima gara delle vecchie glorie del Palio marinaro Pittaluga: «Mostriamo ai giovani la nostra passione perché la storia continui»
LIVORNO. «Vogliamo trasmettere ai nostri giovani la tradizione remiera, diamo il nostro contributo perché la storia continui...». Così ecco che a riprendere in mano il remo saranno babbi, zii, anche nonni. Le vecchie glorie e gli appassionati di sempre, che con amore, fantasia, ironia e quell’agonismo che non ha mai smesso di scorrere nelle vene, daranno vita alla “prima gara remiera amatoriale over 40 delle vecchie glorie del Palio marinaro”.
L’appuntamento è fissato per il 4 maggio alle 15.30 sugli scali Novi Lena: la gara, riservata alle gozzette a quattro remi, sarà a cronometro su un percorso di circa 300 metri.
A organizzare l’evento saranno tutte le cantine livornesi, per una volta più vicine che rivali, con il contributo di alcuni negozi della città. Ma a inventarselo è stato un ex vogatore oggi allenatore, Maurizio Pittaluga, insieme ad altri due o tre compagni di gozzo. «Volevamo organizzare una gara tra cinquantenni – racconta – poi ci siamo detti: perché non pensare a qualcosa che rappresenti tutti i rioni, di oggi e di ieri, facendo vedere alla città che la tradizione ci è rimasta nel cuore?». Gli equipaggi previsti sono già 22, le gozzette sono state raccolte tra una cantina e l’altra e in barca saliranno dai quarantenni ai settantenni: chi volesse partecipare si affretti, perché al momento c’è al massimo un’altra decina di sedili liberi.
Tutti i vogatori indosseranno una maglia amaranto, i rioni di appartenenza per questa volta saranno sorteggiati. Speaker d’eccezione sarà Vezio Benetti. Curiosità: gli over quaranta riporteranno in acqua anche gozzi storici come San Giovanni, Avvalorati, Fiorentina, Dopolavoro ferroviario.
«Pochi giovani oggi si avvicinano a questo mondo – dice Pittaluga, 50 anni, borghigiano doc, oggi allenatore del Salviano (lo scorso anno ha vinto l’Antenna) – e rischiamo che dopo la movida dei soliti vogatori non ci sia più nessuno. Vogliamo riaccendere la passione della città, quella che noi non abbiamo mai perso».
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