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Livorno

Niente regali e pochissimo web I divieti per i lavoratori comunali

Niente regali e pochissimo web I divieti per i lavoratori comunali

La giunta ha approvato il decalogo per i dipendenti: sono ammessi solo i piccoli omaggi. In gran parte si tratta di normali regole di buona condotta. «Vigili in divisa nei bar? Meglio di no»

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LIVORNO. Vietato accettare omaggi, a meno che non siano di modico valore. Divieto assoluto di ricevere donazioni in denaro. Vietato anche farsi regali tra dipendenti (in modo specifico nei confronti dei superiori) che superino i 150 euro di valore complessivamente in un anno. Obbligo di comunicare l'appartenenza ad associazioni e ad organizzazioni. Vietato partecipare all'adozione di decisioni che possano coinvolgere parenti (anche di quelli del coniuge).

E ancora: nessun dipendente può qualificarsi come tale presso altri uffici per ottenere un trattamento di favore; nei rapporti privati, è vietato assumere comportamenti offensivi da cui può conseguire la perdita di prestigio della pubblica amministrazione; divieto di dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell'amministrazione; nell'orario di lavoro, l'uso di internet e del telefono deve rispettare i limiti imposti dall'ente.

Questi divieti, e tanti altri ancora, sono contenuto nel codice di comportamento dei dipendenti del Comune di Livorno che la giunta comunale ha approvato nella seduta di ieri. Un provvedimento di ben dieci pagine (più gli allegati) e suddiviso in 16 articoli in cui è scritto tutto quello che non può fare il personale che lavora nel Municipio livornese (compresi i consulenti e i collaboratori). Ma tutto ciò non rappresenta un'eccezione: questo codice non è altro che l'applicazione della legge 190 del 2012 in materia di prevenzione e di repressione della corruzione. E in effetti, se si va a leggere l'articolo 54 della legge (che ha sostiutuito il decreto legislativo 165/2001), si scopre che per i dipendenti pubblici è disposto "il divieto di chiedere o di accettare, a qualsiasi titolo, regali o altre utilità in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni, fatti salvi i regali d'uso purchè di modico valore e nei limiti delle normali relazioni di cortesia". Partendo da questo presupposto, a ciascuna amministrazione è stato imposto il compito di definire "un proprio codice etico di comportamento che integra e e specifica quello assunto a livello nazionale, da adottare attraverso una procedura aperta alla partecipazione e previo parere obbligatorio del proprio organismo indipendente di valutazione". Ed è quanto ha fatto l'amministrazione labronica. Già, ma come la prenderanno i dipendenti di Palazzo Civico? Il nuovo codice, per esempio, impone il limite di internet al solo uso per ragioni di servizio (come previsto dal disciplinare del Comune): il dipendente, durante l'orario di lavoro, non dovrà dunque utilizzare il computer dell'ufficio per andare su facebook e neppure per fare acquisti online.

Il dipendente, inoltre, nei rapporti con privati non deve menzionare la posizione che ricopre nell'amministrazione per ottenere utilità che non gli spettino: ci sono alcuni Comuni, ad esempio, che hanno addirittura vietato ai vigili urbani di andare in divisa in un bar. Livorno non è tra questi, ma a Palazzo Civico spiegano «che è più opportuno andare a prendere un caffè quando si è in borghese».

Dunque,i lavoratori comunali avranno di sicuro da leggere nel dettaglio i vari articoli che compongono il codice di comportamento onde evitare atteggiamenti sanzionabili (procedimenti disciplinari interni). Ma non ci dovrebbero essere particolari problemi: in primo luogo, perché questi comportamenti fanno parte delle regole di base (diligenza, lealtà, imparzialità, buona condotta) che già vengono rispettate nel normale svolgimento del lavoro negli uffici comunali livornesi. In secondo luogo c'è da dire che nei mesi scorsi era stato appunto creato un gruppo di lavoro per elaborare una bozza di codice che il 26 novembre scorso era stata apprezzata dalla giunta e quindi illustrata alla conferenza dei dirigenti che avevano attivato la procedura di consultazione: questa prevedeva la possibilità di presentare osservazioni e di fare incontri con l'amministrazione per eventuali chiarimenti.

Insomma, per i lavoratori del Comune questo codice contenente tanti divieti non sembra essere un fulmine a ciel sereno. Ma ora che è stato approvato dalla giunta, bisognerà fare particolare attenzione a rispettarlo. E comunque andrà a incidere sull'attività di oltre 1.223 lavoratori (più consulenti e collaboratori di ditte che hanno incarichi o appalti col Comune).

http://servizi.comune.livorno.it/ServizioDocumenti/documenti.asp?codice=12484273431

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