Sicurezza
Chi occupa le case punito in graduatoria
Il comitato dell’ex Caserma denuncia «discriminazioni nell’assegnazione dei punteggi per avere alloggi popolari»
LIVORNO. «C’è stata una palese discriminazione nei confronti delle famiglie che abitano all’interno delle strutture occupate». Il riferimento del comitato ex Caserma occupata è alla graduatoria definitiva per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp), pubblicata ieri dal Comune, che darà il via alla ripartizione del primo blocco di case popolari (circa un’ottantina) in attesa della sistemazione di altre strutture tra le aree di Corea, Padula e La Marmora.
«Con grande sgomento - dicono Diego Sarri, Giovanni Ceraolo e Lorenzo Pappalardo, a nome del comitato - abbiamo appreso che, rispetto alla graduatoria provvisoria, da quella definitiva sono stati tolti punti alle famiglie che si erano rivolte al nostro movimento e avevano occupato alcune strutture inutilizzate».
Facile pensare che dietro alla decisione ci sia la motivazione dell’illegalità dell’occupazione dei beni di proprietà comunale, come peraltro spiegato in una nota dell’Ufficio casa in risposta a chi si è visto togliere punti. «L’amministrazione - si legge nel documento - ha ritenuto di dover procedere d’ufficio alla cancellazione dei punteggi già attribuiti nella graduatoria provvisoria nei confronti dei concorrenti delle strutture di via Ernesto Rossi, via degli Asili, via delle Sorgenti, nonché di eventuali situazioni omologhe». La nota precisa che i punteggi erano stati «ottenuti dall’occupazione abusiva di una struttura pubblica»: da qui la «decurtazione dei punteggi».
Ma la questione, dicono dall’ex Caserma, è più complessa: «Non tutte le famiglie occupanti - rivela Sarri - sono state penalizzate. La decurtazione ha riguardato i candidati che, in caso di mantenimento di punteggio, avrebbero ottenuto la casa popolare. Mentre chi era più indietro nella graduatoria, pur essendo comunque occupante, si è visto confermare i punti».
«A parità di condizioni - gli fa eco Ceraolo - ci sono state decisioni diverse, cosa che fa nascere dubbi sulla legittimità della graduatoria. Pensate al contraccolpo - aggiunge - per le circa 10 famiglie che erano a un passo dall’alloggio popolare e all’improvviso piombano nuovamente nell’incubo».
Non solo. «L’amministrazione si contraddice - accusano i ragazzi dell’ex Caserma - In passato i responsabili dell’Ufficio casa avevano assicurato un eguale trattamento per le famiglie occupanti. E l’assessore Roncaglia, negli ultimi incontri, non ha mai accennato alle decurtazioni».
«Soprattutto - prosegue Sarri - era stato proprio l’Ufficio casa a suggerirci di rivolgerci all’Asl per ottenere certificazioni sullo stato di igiene e sovraffollamento delle strutture, così da ottenere punti validi per la graduatoria. Gli stessi punti che prima sono stati attribuiti e poi misteriosamente tolti. Un esempio emblematico di incomunicabilità e anomalie tra politica e uffici».
«All’amministrazione - affermano in coro i rappresentanti del movimento - chiediamo quale sia stato il criterio dietro alle decurtazioni. A noi sembrano scelte piuttosto arbitrarie. Se in un’operazione così importante il destino di decine di famiglie viene alterato con scelte differenti pur in stesse situazioni, allora c’è qualcosa che non va».
Il comitato sta pianificando le prossime iniziative per fare luce sulla questione: «Valutiamo tutte le possibilità - concludono Sarri, Ceraolo e Pappalardo - dalle vie legali fino a manifestazioni e altre mobilitazioni. Di certo non resteremo fermi davanti alla mancanza di rispetto nei confronti delle famiglie disperate che confidavano in questa graduatoria».
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