Gioco
Battocchi ai filo-Bolognesi «Ruggeri non è la continuità»
LIVORNO. Dopo l’assist di Luca Bussotti al capogruppo del Pd in consiglio regionale, Marco Ruggeri («se farà suoi alcuni punti per me imprescindibili per il futuro della città rinuncerò a candidarmi,...
LIVORNO. Dopo l’assist di Luca Bussotti al capogruppo del Pd in consiglio regionale, Marco Ruggeri («se farà suoi alcuni punti per me imprescindibili per il futuro della città rinuncerò a candidarmi, altrimenti sono pronto a raccogliere le firme») si sa che tra i due ci sono stati contatti, ma non è ancora chiaro se il ricercatore scenderà in campo.
A sostenerlo c’è sicuramente una parte dei renziani più vicini ad Alberto Lenzi e Marida Bolognesi, che domattina riuniranno i delegati delle assemblee. Bussotti, in realtà, sembra lavorare a un accordo con i vertici del partito. Ma ancora non è escluso niente.
Certo è che il fronte dei renziani è spaccato e il presidente della circoscrizione 3, Giovanni Battocchi, prende subito le distanze dai filo-Bolognesi: «Domenica – dice – si riuniranno i renziani che fanno parte dell’area Silvestri-Bolognesi, noi non partecipiamo... a me non ha detto niente nessuno, agli altri pure, ma comunque non saremmo andati».
Battocchi apre a Ruggeri: «Marco è stato consigliere comunale, è capogruppo in regione, è vero che è stato qualche anno segretario della Federazione, ma è una persona che ha acquisito una conoscenza di Livorno e un’esperienza che non sono seconde a nessuno. È persona da prendere in considerazione, già guardando ai programmi che ha annunciato: attenzione alla portualità e meccanismi che rompano con i vecchi poteri».
«Capiremo meglio – riprende – che idea ha di Livorno quando verrà nei circoli a spiegarcela, ma è indubbio che sia una risorsa spendibile. Non si può dire che Ruggeri è la continuità di Cosimi. Non si può dire in generale che è la continuità. Va capito qual è il suo programma per lo sviluppo di Livorno, ma qui c’è chi a priori dice di no... ed è sbagliato».
«Quelli che si riuniranno domani – rincara la dose – non rappresentano tutta l’area renziana di Livorno. E poi ora, dopo i congressi, non esistono più i brand per definizione. Lavoriamo per il successo del Pd. Dobbiamo finirla con queste distinzioni che disaggregano, con l’aggravante di confondere l’elettorato».
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