Il Tirreno

Livorno

“Sei livornese se...”, il gruppo vola a 7000 e vuole una festa

di Cristiana Grasso
“Sei livornese se...”, il gruppo vola a 7000 e vuole una festa

Creato dal Tirreno su Facebook in due giorni è diventato un gigantesco album che raccogliendo ricordi e modi di dire ha fatto nascere anche un’amicizia collettiva

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LIVORNO. “Quando si organizza una cena tutti insieme?” buttà lì Rossano Voliani, e nel suo post c’è tutto lo spirito del gruppo facebook “Sei livornese se...” creato dal Tirreno e ormai lanciato oltre i 7000 membri. Ironia, passione per la ribotta kolossal, e comunque la sensazione che anche se siamo migliaia siamo una cosa sola, tutti insieme appassionatamente (magari anche con qualche battibecco) sulla barca dell’orgoglio labronico. Uniti (giovani e ex giovani, maschi e femmine) dai modi di dire, dei ricordi più curiosi eppure subito condivisi, delle battute e delle battutacce: un puzzle a colori dove ti puoi orientare appunto solo se sei livornese e allora sì che ti diverti e magari ti commuovi anche perché tutti questi nuovi amici spuntati dal nulla ti fanno tornare a mente il ciuino e i burattini di piazza della Repubblica, il gelato Carpigiani di Ughi in via Grande, una signora che andava in bicilcletta e cantava, tutta vestita di azzurro.

Un puzzle dove ciascuno ritrova la sua storia, settemila voci sono tante, scattano flash su 80 anni di storia, dai racconti dei nonni, dal dopoguerra al tenero Nocchi eroe di strada contemporaneo, passando per i cugi, i pomeriggi all’Atleti, la spuma da Torquato, le vasche in via Ricasoli, le bruce alla biblioteca dei portuali prima e a villa Fabbricotti poi, i cinema e Vitulano, a tifare Livorno a Milano con la bandana, sulla spalletta davanti alle Benci “aspettndo che ripescassero le teste e il bello è che le ripescarono”.

Saranno solo post ma sprigionano affetto e voglia di comunicare.E se una cena certo non deve essere facile da organizzare Irene Ceneri fa sul serio quando propone di fare una festa, una festa che riunisca “tutto questo meraviglioso gruppo” e chiede consigli per la location, pole position per la Terrazza Mascagni ma vanno forte anche i Tre Ponti, la spiaggia di Tirrenia . A centinaia le rispondono entusiasti. “Hai voglia di fa’ gruppi nelle altre città... Come noi ’un ce n’è” (Giò Rombolini). E via consigli e idee, invitiamo Mamma Franca e anche Bobo Rondelli, troviamo uno sponsor, “belli siamo, io ci vengo di si’uro”, qualcuno pensa a dove stampare gli inviti. E dalla piazza virtuale dove da due giorni scorrono a ritmo vertiginoso le immagini della nostra identità si pensa anche alla piazza reale, perché alla fine c’è voglia di incontrarsi in un abbraccio gigante sotto il segno della livornesità. “E poi la notizia farà il giro del mondo, altro che teste di Modì”, una città intera che si ritrova saltando come niente fosse da facebook alla vita vera.

Del resto i livornesi sono speciali e lo sanno, se lo dicono tra un post e l’altro, ritrovandosi miracolosamente in quel fiume identitario che anche ieri ha trascinato con se centinaia e centinaia di amarcord, i nostri modi di dire che sono infiniti (ma quale città ne ha così tanti?) e il gioco delle citazioni prende così tanto che c’è chi giura che “’un ce la faccio a staccare, qui ’un se n’esce”. Le parolacce abbondano ma la livornesità e il suo sarcasmo le sdogana e le fa volare oltre la volgarità. C’è anche qualche discussione seria. Per esempio quella su dé che tanti vogliono continuare a scrivere deh “e ’un ci rompete tanto i coglioni”.

@crigrasso

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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