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Droga, quattro arresti Livorno snodo del traffico
I carichi di hashish e marijuana arrivavano via terra dalla Spagna e da Roma Dopo mesi di indagini la squadra mobile ha sgominato l’organizzazione criminale
LIVORNO. I grossi quantitativi di stupefacenti circolavano lungo due “rotte della droga”: una internazionale, con l’hashish che arrivava direttamente dalla Spagna; l’altra, riguardante lo smercio della marijuana, partiva da Roma. In entrambi i casi, lo snodo centrale dei traffici era Livorno. I grossisti trasportavano la droga in auto, attraverso sofisticati doppi fondi all’interno dei bagagliai. Poi i galoppini si occupavano dello spaccio sul territorio.
L’organizzazione criminale è stata sgominata ieri, alle prime luci dell’alba, quando la squadra mobile di Livorno, in collaborazione con le forze dell’ordine di Ravenna, Latina e Roma, ha messo a punto l’ultimo tassello dell’operazione antidroga, cominciata nel 2013 e conclusasi tra mercoledì e giovedì con l’arresto di coloro che sono considerati i principali responsabili dello smercio.
Gli ultimi provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del tribunale di Livorno, Antonio Pirato, su richiesta del sostituto procuratore Fiorenza Marrara, e hanno riguardato quattro persone, tutte con precedenti specifici. Si tratta di tre provvedimenti di custodia cautelare in carcere, per Alfredo Cirinei (68 anni, nato a Rosignano ma domiciliato a Stagno), Domenico Lappa (56 anni, nato a Roma e residente ad Aprilia, in provincia di Latina), e Francesco Panzavolta (36 anni, nato e residente a Ravenna). Sottoposto invece alla misura cautelare degli arresti domiciliari Massimo Scotto, 47 anni, nato e residente a Livorno. Le ordinanze a Cirinei e Panzavolta sono state notificate in carcere, in quanto i due erano già stati arrestati.
Agli indagati sono stati contestati, a vario titolo, i reati di importazione, detenzione e spaccio, continuati, in concorso, di stupefacenti del tipo hashish e marijuana. Fondamentale la collaborazione delle squadre mobili di Latina e Ravenna.
Tutti i soggetti colpiti dalle misure restrittive sono stati sottoposti a perquisizione personale e locale, come disposto dal decreto della procura della Repubblica. Con il concorso della squadra mobile di Roma, la perquisizione a carico di Domenico Lappa è stata estesa alla sede della società “G.M. Srl”, di cui è amministratore unico. Durante la perquisizione domiciliare a carico di Massimo Scotto, inoltre, gli agenti della mobile hanno trovato 38,31 grammi di hashish.
Le indagini della operazione “Iberia 2013” (chiaro il riferimento ai traffici che partivano dalla Spagna) erano cominciate nel 2013, quando le forze dell’ordine avevano inferto colpi significativi allo spaccio di droga dell’organizzazione, in particolare con quattro arresti in flagranza di reato nei confronti di soggetti sorpresi in possesso di stupefacenti e con il sequestro complessivo di 61 chili di hashish e 11 chili di marijuana.
Nel corso di una conferenza stampa, il dirigente della squadra mobile, Marco Staffa, ha ripercorso le precedenti tappe dell’operazione antidroga. Il 24 ottobre 2013, a Livorno, era stato arrestato Bradai Ahmed (48 anni, nato in Algeria, pregiudicato e senza fissa dimora), perché trovato in possesso di 1,1 chili di hashish. Il 13 novembre 2013, sempre a Livorno, in manette era finito Donato Armilli (36 anni, nato a Roma), in possesso di 11 chili di marijuana.
Le successive ricerche hanno scoperto che, nel primo caso, lo stupefacente proveniva dalla Spagna, ed era stato consegnato da Cirinei; nel secondo caso, la merce arrivava da Roma e, su incarico di Lappa, avrebbe dovuto finire nelle mani di Cirinei.
Infine, il 30 novembre 2013, veniva arrestato proprio Cirinei, insieme a Sanchez Diaz Diwar Dagoberto (38 anni, nato a Santo Domingo): i due furono fermati al casello autostradale di “Livorno nord”, e vennero sorpresi con 60 chili di hashish, nascosti nel doppio fondo del bagagliaio di una Audi A4. La droga proveniva dalla Spagna: una parte era destinata a Francesco Panzavolta, per lo smercio a Ravenna, mentre un’altra quantità avrebbe inondato i territori di Livorno e provincia.
Le indagini hanno appurato che l’approvvigionamento dalla Spagna avveniva mediante cospicui quantitativi di hashish (fino a 100 chili per ciascun carico). Idem per la marijuana proveniente dalla Capitale.
Lo stupefacente veniva trattato, per lo spaccio al consumo, al prezzo medio di 10-20 euro al grammo per l’hashish e di 20-30 euro al grammo per la marijuana.
Come sottolineato da Staffa, “Iberia 2013” è da considerarsi «una operazione significativa non tanto per il numero degli arresti, quanto piuttosto per le dimensioni del traffico e lo spessore dei personaggi coinvolti, tutti con numerosi precedenti specifici in materia di stupefacenti».
Cirinei e Panzavolta, peraltro, erano già stati arrestati a Barcellona nel novembre del 2010 (con loro anche un terzo complice), perché trovati in possesso di grossi quantitativi di eroina e hashish, nonché di oltre 78 mila euro, probabilmente proventi dello spaccio.
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