Gioco
Bussotti: «Pronto a correre» Ma tende la mano a Ruggeri
Primarie Pd, il ricercatore al capogruppo: «Faccia suoi alcuni punti chiave o raccolgo le firme per candidarmi a sindaco». Domenica riunione dei renziani
LIVORNO. Le strade sono due: «Ho un’idea di città e sono disposto a correre, raccogliendo le firme per candidarmi a sindaco». Ma anche: «Sul piatto c’è la candidatura, non ancora formalizzata, di Marco Ruggeri: lo stimo e se dimostrasse di poter fare suoi alcuni punti di programma che per me sono imprescindibili, potrei convergere sul suo nome». Tradotto: «Confronto serio e accordo su alcuni tasselli chiave per il futuro di Livorno o corro». E niente nome unico alle primarie per il candidato sindaco del Pd.
Così il ricercatore Luca Bussotti rompe il lungo silenzio scelto da quando, qualche settimana fa, aveva scritto una e-mail al segretario Pd, Yari De Filicaia, annunciando la partecipazione alle primarie. A sostenerlo potrebbe essere quella parte dell’ala renziana vicina ad Alberto Silvestri e Marida Bolognesi, che ha espresso non pochi dubbi su Ruggeri e che domenica riunirà di nuovo i delegati delle assemblee («i contatti con Marida e non solo – dice – ci sono da un po', abbiamo preoccupazioni comuni su come va la città: c'è una richiesta di innovazione, più che di discontinuità, e su questo possiamo convergere...».
Bussotti mette sul piatto «metodo e merito» e tende la mano a Ruggeri. Primo punto: «Come si sceglie il personale che amministra? In giunta ci saranno 8 assessori: Ruggeri è disposto a sceglierne 3 o 4 dalla società civile, con competenze riconosciute, senza guardare ad equilibri interni o esterni al partito? Ed è pronto ad assicurarci che ci saranno 4 uomini e 4 donne?». Poi bilancio e programma partecipati: «Un collega italo brasiliano, Livio Sansone, ha creato un programma internazionale che si chiama “fabbrica delle idee”. Mi piacerebbe che a partire dalla campagna elettorale, il Pd e la coalizione facessero loro questo programma e che la futura amministrazione lasciasse almeno un 5% del bilancio alle idee dei cittadini. Non invento niente, si sperimenta già in Europa».
Nel merito, «guardando i rapporti di Istat e Camera di commercio si vede che Livorno è in crisi piena ma ci sono due settori con saldo positivo: turismo e informatica-comunicazione. La vocazione della Toscana è turistica: Livorno non sarà Firenze, ma neanche una città senza storia e interesse. Deve puntare sul turismo, perché diventi insieme al porto l’asse centrale dello sviluppo. E non si può fare turismo senza un centro ben curato: oggi è messo male, non solo per colpa dell’amministrazione, e serve un progetto condiviso che abbia come priorità il rilancio con tutto ciò che comporta in termini di mobilità e, ad esempio, di orari». Bussotti dice che «serve un cambiamento culturale, o i livornesi se lo mettono in testa o staranno sempre a piangere sul loro stessi». Ma va detto che un progetto di rilancio esisteva già: “Pensiamo in Grande”, poi diventato sempre più piccolo...
Quindi «il sistema delle fortezze e il museo di Storia, il terzo di Italia: dovranno pur essere valorizzati?». E «turismo vuol dire svegliarsi e costruire eventi sulla storia e sul carattere dei livornesi: possibile che a Lucca il festiva del fumetto riempia la città e qui non si organizzi un festival della satira e della goliardia?». Ma Bussotti parla da possibile candidato sindaco o da possibile assessore? «Non faccio trattative per fare l’assessore – controbatte – se come spero si aprirà un tavolo con Marco e col segretario, metterò davanti questi punti. Non voglio nulla. Lavoro all’estero e sono pronto a tornarci. Non è retorica: se c’è la volontà, l’accordo su questi punti qualificanti per la città si fa in un pomeriggio. Altrimenti corro. Sono stanco io di questo ping pong nel Pd, figurarsi i cittadini...».
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