Gioco
Aerospazio, alla Kayser il centro-pilota nazionale
La piccola azienda high tech è la numero uno in Europa nelle scienze della vita Zolesi: ora puntiamo anche ai ricambi per le manutenzioni nel cosmo
LIVORNO. Potesse avere anche il georadar, l’occhio di Google Earth scoverebbe al Pian dei Lupi, di là dalla collina, un grappolo di tombe risalenti alle guerre puniche e, una spanna a ovest, ecco invece alle porte di Livorno una necropoli di quando ormai la potenza di Roma antica era un ricordo sbiadito. Nel bel mezzo alle orme dell’archeologia, salta fuori la Livorno futuribile che meno t’aspetti proprio là dove meno te l’aspetti: all’ex Barcas, pochi passi dalla Fonte all’Amore. la sede dell’azienda aerospaziale Kayser è diventata un centro operativo di comando e controllo del sistema astronautico internazionale. In collegamento direttissimo con la Stazione spaziale internazionale che gira 380 chilometri sopra le nostre teste a 25mila km orari.
In Italia ce n’è solo un altro ed è in mano a un colosso come Finmeccanica, il più grande gruppo industriale made in Italy: vale quanto almeno dieci Golia rispetto al piccolo Davide rappresentato dalla Kayser che conta su una cinquantina di tecnici superspecializzati.
Taglio del nastro e fanfara? Manco per idea: semplicemente alla Kayser hanno pensato di chiamare a raccolta una trentina di scienziati fra i più impegnati sul fronte della ricerca nell’aerospazio – un frullato di intelligenze doc, comprese quelle in arrivo da Sant’Anna, Normale e Istituto italiano di tecnologia – per workshop con gli ingegneri dell’azienda labronica, una delle poche che riesce ad allacciare collaborazioni non solo con il sistema europeo ma anche con la Nasa, il cosmodromo russo di Baikonur e ora anche i “taiconauti” della Cina che vuol recuperare il ritardo nella corsa verso lo spazio.
Nel giro di qualche settimana si concluderà il collaudo in orbita della Ham-tv che la Kayser ha realizzato per l’ente spaziale europeo contando sulla collaborazione della rete dei radioamatori: è la “tv degli astronauti” con cui dalla Stazione spaziale internazionale ci si potrà collegare in video-audio con le scuole. «Spero proprio – dice l’ingegner Valfredo Zolesi, presidente-fondatore dell’azienda di famiglia – che fra queste possa essercene una livornese».
Il cuore dell’attività di Kayser è sul fronte delle scienze della vita: «È il nostro campo di punta, siamo i numeri uno in Europa», dice Zolesi. In ballo una sfilza di test sulle conseguenze che la lunga permanenza nello spazio in assenza di gravità ha sia sulla percezione soggettiva sia sulla funzionalità muscolare come pure sulla resistenza delle ossa. Con un doppio scopo: 1) preparare tutto quel che serve in vista della missione di lunghissima durata per sbarcare su Marte nel 2030 (ma forse la scadenza-simbolo slitterà); 2) trasferire nella biomedica applicata, magari sull’osteoporosi o sull’invecchiamento, quel che la ricerca più avanzata ha scovato. Un po’ come avviene per i dispositivi high tech nelle auto: nascono per le Ferrari, dieci anni più tardi le ritroviamo sulla monovolume di casa.
Già, l’invecchiamento cellulare è uno degli esperimenti che, in tandem con un team californiano di San Francisco, viene preparato sulla provinciale per il Gabbro. Andrà in orbita con SpaceX, la prima compagnia astronautica privata al mondo fondata da Musk, il tycoon di PayPal.
Però c’è anche una nuova frontiera produttiva che Kayser vuole esplorare: gli studi sui “materiali intelligenti” come quelli a “memoria di forma”, cioè in grado di automodificarsi, ad esempio quando la temperatura arriva a tot gradi. Un versante sul quale il lavoro è in squadra non solo con Paolo Dario, il prof-scienziato livornese del Sant’Anna pioniere della biorobotica, ma anche con altri studiosi, fra le quali in passato anche il ministro Maria Chiara Carrozza.
«Puntiamo in particolare alle manutenzioni», spiega Zolesi: del resto, la Stazione spaziale rimarrà in orbita «almeno fino al 2024», dunque «c’è da dare una sistematina ogni tanto come fosse il nostro condominio». Intanto, Kayser lavora ai ricambi del ventilatore: in assenza di gravità, l’aria ristagna, è più viziata che in una stanza chiusa. «E non si può spalancare la finestra...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
