Gioco
Basket Livorno, il fallimento è più vicino
Revocata la richiesta di concordato preventivo, via all’istruttoria del giudice e atti in Procura
LIVORNO. Basket Livorno srl è più vicina al fallimento che al salvataggio. La procedura lumaca che riguarda il destino della società di pallacanestro che fino alla stagione 2008/2009 militava in Legadue, ieri ha avuto un passaggio decisivo: è stata infatti revocata la richiesta di concordato preventivo proposta dagli emissari del Comune (la srl aveva una partecipazione pubblica attraverso la Livorno sport). Adesso dunque si apre una nuova fase che spiega lo stesso giudice Luigi De Franco. «Ora si avvia l’istruttoria e successivamente la pratica sarà sottoposta al collegio che deciderà se dare l’ok al fallimento».
Un rischio che in questi quattro anni sia gli ex vertici della società che il Comune, in modo particolare, hanno sempre cercato di evitare. Da un lato per evitare problemi di natura penale, visto che ci sono già due fascicoli aperti in Procura, l’altro amministrativo perché un fallimento porterebbe Livorno sport dritta dritta alla Corte dei Conti che chiederebbe conto ai responsabili dei soldi pubblici spesi.
Il funerale fiscale della Srl è iniziato l'8 gennaio 2010 quando il liquidatore Anna Lisa Mazzola ha depositato i libri contabili in Camera di Commercio. Al termine della relazione scrive: «La società chiude l'esercizio 1 luglio 2008-30 giugno 2009 con un risultato netto negativo di euro 2.288.883, nonostante l'impegno profuso dalla proprietà e dall'organo deputato alla gestione aziendale sia sotto l'aspetto tecnico che finanziario». E quindi - aggiunge il Collegio sindacale - «non si iscriverà al prossimo campionato di Legadue».
È il 7 ottobre 2009 e l'assemblea dei soci si è appena sciolta. Il maggior creditore sono le banche che nel crac occupano più di un terzo dei debiti complessivi, ma non sono da meno le voci che riguardano i fornitori, i debiti tributari, in particolare verso l'Agenzia delle Entrate e nei confronti degli istituti di previdenza.
Oltre a questi c'erano anche gli stipendi non pagati ai giocatori, ma essendo questi ultimi creditori privilegiati sono stati liquidati. Da quel giorno è iniziato un lungo percorso fatto di udienze rinviate, raccolta di fondi, lunghe anticamere. Fino a ieri quando il tentativo di evitare il fallimento sembra essere tramontato a meno di un canestro (di soldi) all’ultimo secondo.
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