Il dolore
Mannino alla Misericordia E subito i primi grattacapi
L’ex prefetto nominato commissario della Confraternita, ma sul tavolo ci sono già l’organizzazione dei servizi, il bilancio e il futuro di 28 dipendenti
LIVORNO. «Ho fatto tante volte il commissario durante la mia carriera, ma sono contro i commissari, in Italia ve ne sono migliaia e questo perché siamo sempre in emergenza per qualcosa, ma queste emergenze non possono durare per secoli».
Con queste parole ha esordito il dottor Domenico Mannino, già prefetto di Livorno dal 2007 al 2012, appena chiamato dalla Confederazione nazionale delle Misericordie, d'intesa col Vescovo, monsignor Simone Giusti, a ricoprire il mandato di commissario della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Livorno: il suo incarico arriva dopo la naturale scadenza del precedente commissario, anche lui un ex prefetto, Paolo Padoin, che per un anno ha retto le sorti dell’antico sodalizio la cui attività di volontariato si protrae a Livorno da oltre quattrocento anni.
Al vertice della Misericordia livornese in definitiva cambiano i nomi, ma non appare cambiata la situazione: il protrarsi del regime commissariale, come spiega il presidente regionale delle Misericordie, Alberto Corsinovi, scaturisce d'altronde dalla presa d'atto che al momento «non sussistano ancora le condizioni per la ripresa della vita associativa ordinaria».
E dalla platea dei numerosi aderenti (confratelli, dipendenti, volontari, etc.) venuti nella sede di via Verdi per l'incontro di insediamento del dottor Mannino non è mancata un'accorata sollecitazione rivolta all'ex prefetto di Livorno di fare presto nel riportare alla loro normale funzionalità gli organi di governo del sodalizio (ovvero eleggendo di nuovo il Magistrato ed il Preposto) previsti dallo statuto: un documento la cui riscrittura rientra, per altro, fra i compiti affidati al nuovo commissario, il quale, oltre all'ordinaria amministrazione ed alla redazione del bilancio, dovrà occuparsi anche dell'organizzazione dei servizi e del personale, dei contratti e degli atti patrimoniali di contenuto ordinario, di convocare l'assemblea ordinaria ed elettiva, di adottare i provvedimenti necessari alla soluzione delle problematiche dell'associazione, del nuovo assetto organizzativo della struttura e del programma economico-finanziario.
Una voce preoccupata si è infine levata a nome dei dipendenti dello storico sodalizio (sono ventotto) con la richiesta di essere tranquillizzati per il loro futuro.
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