Il Tirreno

Livorno

C’è l’ok alla variante per la Svs

di Giulia Mancini
C’è l’ok alla variante per la Svs

Parere favorevole della commissione: l’associazione potrà svolgere più servizi

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LIVORNO. Un sì condiviso da tutti, o quasi, è quello con cui la commissione Assetto e Territorio porta in Consiglio comunale l’adozione della variante al piano particolareggiato “zona Picchianti – Sede Svs”. L’associazione di volontariato livornese ha chiesto che venissero cambiate le norme tecniche di attuazione del Piano particolareggiata con lo scopo di poter essere equiparata agli altri edifici della zona. Ma che cosa significa in pratica tutto questo?

Molto per i volontari, si traduce infatti nel poter iniziare a svolgere servizi alle imprese e alle persone (previsti dallo statuto Svs) oltre che di emergenza sanitaria e protezione civile in un edificio di loro proprietà . »Non c’è da modificare niente nel regolamento urbanistico, la variante non presenta aspetti significativi, non implica un ragionamento sull’impatto ambientale –spiega il vicesindaco Picchi- verificheremo se è compatibile con un piano strutturale del Comune, con quello di coordinamento della Provincia e con il Pit della Toscana». Davanti al mondo del volontariato, dell’impegno che quotidianamente viene speso dai cittadini livornesi, tutte le forze politiche livornesi, si trovano unite. Unica a differenziarsi, con un voto di astensione, Marcella Amadio (Pdl) che durante la seduta si è chiesta se, forse, non venisse attuata una concorrenza sleale nei confronti delle attività di pompe funebri. Niente del genere, intervengono gli altri, «sono due cose distinte, la variante non fa riferimento a questo –interviene Giovanni Mancusi (Pd) che rilancia dicendo- Ben vengano queste iniziative così ma che siano per tutte le associazioni indipendentemente dal colore». Affermazione che leva un mormorio sommesso di commenti e ammicchi ai quali risponde Picchi: «L’amministrazione comunale si è dimostrata da sempre attenta a tutte le necessità, per quello che le è dato di fare, di tutte le associazioni –precisa tanto che ci stiamo muovendo per trovare una soluzione definitiva per la Misericordia di Antignano». Soddisfazione viene espressa anche da Lamberto Giannini: »Credo che sia un esempio di buona amministrazione per una realtà che va a colmare una necessità della cittadinanza in modo gratuito, inoltre –aggiunge- la necessità di aggiungere servizi non è dato da voler guadagnare ma da ricevere soldi per poter mantenere attivi i servizi che già ci sono». Il tempo della crisi con il caro trasporti, come viene detto, è sentito anche dalle attività di volontariato e in merito a questo è il consigliere Adriano Tramonti a intervenire chiedendo che »si apra anche una discussione sui finanziamenti che sono fermi dal 2005». Il rischio che le associazioni possano chiudere per mancanza di fondi e finanziamenti è uno spettro che resta sempre in agguato. Adesso la proposta verrà portata in consiglio comunale ad anche Bruno Tamburini, che esprime riserva, aggiunge »è solo una formalità, una correttezza per parlarne prima con il gruppo”.

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