Toscana
Il circolo diventa una disco 200 ragazzi mandati a casa
Festa finita all’Energy in via Bixio: la polizia interrompe il party e manda tutti via Multa al locale: per questura e vigili non aveva le autorizzazioni né le vie di fuga
LIVORNO. Festa finita: in 200 a casa. Il circolo è irregolare e il party abusivo. A interrompere la serata di ballo, in una palestra adibita a discoteca, con tanto di consolle su un soppalco, ci ha pensato la polizia, che sabato notte ha fatto irruzione nel circolo privato Club Opera, meglio conosciuto come “Energy”, locale ricavato all’interno di un capannone che si trova in via Nino Bixio.
Per prima cosa, nei confronti del locale è scattata la multa. Inoltre, il questore Marcello Cardona ha disposto anche la sospensione della somministrazione di alimenti e bevande per 15 giorni, che è il provvedimento che pesa di più perché di fatto annulla la possibilità di accogliere clienti/soci desiderosi di bere qualcosa nel locale.
Il controllo è nato da una serie di sopralluoghi che la polizia sta svolgendo ormai da mesi presso locali e circoli. Ed è scattato in particolare, nella notte tra sabato e domenica, quando nel locale era stata organizzata una festa. Gli agenti della questura, in azione insieme a quelli della polizia municipale, hanno saputo che quella sera all’Energy c’era un evento, sponsorizzato anche su facebook: ospiti, le Sisters cap, come scritto on line. Ricevuta la segnalazione, vigili e poliziotti hanno fatto un blitz durante la festa. Non è stato difficile per loro trovare il locale: fuori dal capannone infatti c’era l’insegna “Energy”. La festa come accertato dalle forze dell’ordine, era in corso all’interno di una palestra, che per l’occasione aveva cambiato destinazione d’uso, diventando una vera e propria discoteca. In pista c’erano circa 200 ragazzi che ballavano sulle note mixate da quattro disc jockey, in azione sulla consolle installata sul soppalco.
«Al momento del controllo - come precisano dalla questura - dalle autorizzazioni mostrate dal titolare del circolo è emerso chiaramente che non era permesso svolgere serate danzanti perché il locale non aveva i titoli previsti. Inoltre, il capannone non aveva i requisiti minimi di sicurezza come vie di fuga (uscite di sicurezza), oltre all’ingresso, con la relativa segnaletica luminosa, presenza di estintori e illuminazione adeguato. Inoltre, l’impianto elettrico era realizzato in maniera palese in violazione della normativa vigente».
Gli agenti, quindi, hanno interrotto l’attività definendola «pericolosa per la pubblica incolumità». A quel punto, i ragazzi sono stati rimandati a casa. Il gestore del locale è stato sanzionato «per aver consentito lo svolgimento di spettacolo senza il titolo autorizzatorio, per non aver sottoposto i locali al controllo preventivo da parte della commissione di vigilanza, per la violazione del divieto di somministrazione a non soci e per mancanza del nullaosta di impatto acustico». Ancora in corso accertamenti fiscali e tributari per capire se nel capannone ci fossero persone al lavoro a nero. I controlli della polizia amministrativa della questura e dei vigili continueranno nei prossimi fine settimane.
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