Lutto
Costalli presidente per acclamazione
Svolta prima del terzo voto: Nardi si ritira e, dopo lo scontro frontale degli ultimi mesi, le imprese ritrovano l’unità
LIVORNO. Habemus presidentem. Ma non è una sorpresa come Bergoglio al soglio pontificio: è Sergio Costalli, 62 anni, l'uomo forte delle Coop nell'alleanza con gli artigiani Cna che include anche Confesercenti, agricoltori e spedizionieri.
Non è stato necessario andarlo a prendere «all'altro capo del mondo» (è di Rosignano) ma negli ultimi anni la sua carriera all'interno dell'economia cooperativa ha decisamente superato i confini locali per raggiungere i piani alti della finanza “rossa”: la carriera alla Coop (anzi, Unicoop Tirreno) parte dal 1989 e, gradino dopo gradino, arriva al rango di vicepresidente (nel 2003) e di amministratore delegato (nel 2005) con un posto anche nel consiglio d'amministrazione di Ipercoop Tirreno (dal '99 al 2008). Ma è da dieci anni che è volato a livello nazionale: come vicepresidente di Igd (la società immobiliare di area Lega Coop, che a Livorno prima si è occupata della Porta a Terra e ora lavora alla Porta a Mare) e poi nello stato maggiore di società finanziarie come Unipol e Ugf, di Finsoe come di Unipol Banca e di Fondiaria-Sai.
La sorpresa, semmai, è il fatto che l'elezione sia avvenuta per acclamazione. È evidente che il consiglio camerale abbia voluto dare un segnale forte di uscita dalla stagione di scontro frontale che negli ultimi tre-quattro mesi aveva spaccato in due le organizzazioni della rappresentanza imprenditoriale nella nostra provincia, polarizzate com’erano attorno al duello fra il presidente uscente Roberto Nardi e lo sfidante di rango Sergio Costalli.
È stato proprio Nardi a voler marcare la fine della contrapposizione: i due si erano già visti a pranzo due settimane fa subito dopo la doppia votazione che aveva di fatto messo nell'angolo le speranze del presidente uscente, ma è ieri mattina che Nardi ha preso la scena facendo sotto gli occhi dei consiglieri un passo indietro. A questo punto non c’era più nessun ostacolo per l’incoronazione di Costalli. Anzi, è stato il presidente di Confindustria Alberto Ricci, leader dello schieramento avversario, a proporre che, essendo Costalli rimasto unico candidato in lizza, si procedesse all’elezione per acclamazione. Con un cambio anche simbolico di scenario. Sì unanime con la sola astensione dello stesso Costalli, di lì a poco proclamato eletto dal presidente pro-tempore Sergio Galli.
Le prime parole di Costalli? Il tentativo di dare una scossa d’orgoglio: «La decadenza non è un destino». E poi: «Livorno viene dipinta come una città adagiata su se stessa, cullata tra attesa e ricordo; qui le criticità non si trasformano in opportunità. Ma non è questa la sua storia. L'attrattività del nostro territorio è elevata, la qualità della vita alta, e questi elementi rappresentano un vantaggio competitivo».
Nonostante qualche segnale di nervosismo nei giorni scorsi, le organizzazioni di categoria hanno trovato l’accordo per comporre il puzzle degli assetti della nuova giunta camerale: cinque posti andrebbero ai sostenitori della prima ora e quattro all’ex fronte Nardi, il tam tam insiste per indicare Anna Landini (Confesercenti) come papabile per la vicepresidenza. L’appuntamento per eleggere la giunta è in agenda per il 12 febbraio.
Le cose non sono maturate all’improvviso né per caso. In precedenza, alla stessa ora di un lunedì mattina di due settimane fa, era andato in scena il film della fase preliminare delle grandi manovre sul campo: la fumata era stata nera ma Costalli si era spianato la strada verso la presidenza. Se non ce l'aveva fatta era semplicemente perché nelle prime due votazioni serviva il quorum dei due terzi per essere eletto.
Nella prima votazione l'uomo forte delle Coop aveva tuttavia sfondato il recinto dello stock dei propri 13 voti di partenza (dichiarati fin dall'inizio con l'alleanza che attorno all'asse Cna-Coop aveva aggregato anche Confesercenti, spedizionieri e agricoltori): ce l’aveva fatta a portare a casa anche il 14° voto, presumibilmente quello dei consumatori. Proprio in casa delle organizzazioni consumeriste era arrivato in zona Cesarini il segnale di Benedetto Tuci, ora assessore Idv a Colle ma con una lunga storia alla guida del Movimento Consumatori, che su Facebook aveva esplicitamente indicato l'esigenza di far contare il seggio in consiglio camerale con una alleanza che in cambio realizzasse obiettivi cari al fronte dei consumatori.
Nel primo round comunque Roberto Nardi, presidente uscente (anzi, già uscito visto che l'ufficio presidenziale è vuoto), era riuscito a vedere il proprio nome scritto su 11 schede. Gli altri due consiglieri, cioè sia il rappresentante del credito-assicurazione sia l'esponente delle professioni, hanno dichiarato la propria astensione e si sono chiamati fuori nell'una come nell'altra votazione di lunedì 13 scorso.
La musica era cambiata radicalmente fin dal secondo appuntamento con l'urna, a pochi minuti di distanza dal precedente round. Basti dire che il fronte filo-Nardi si era dissolto: nessun voto per lui in seconda votazione, i suoi sostenitori si erano parcheggiati nelle schede bianche (10) e l’undicesimo voto l’avevano speso con un sì a Costalli che era un messaggio in bottiglia. Vedi alla voce: vogliamo trattare, ci state o vi rinchiudete in una maggioranza risicata contando solo sui consumatori?
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