Gioco
Sfila la pistola all’agente e cerca di ucciderlo
Ladro di rame fermato dopo un lungo inseguimento
LIVORNO. Un violento corpo a corpo. Da un lato il malvivente, esperto in furti di rame, che riesce a sfilare la pistola dalla fondina del poliziotto e gliela punta. Dall’altra l’agente che, pur con fatica, se ne riappropria e alla fine ha la meglio sul rivale. In manette per tentato omicidio è finito Abedin Osmani, kosovaro, 43 anni, residente a Castelfiorentino, già noto alla polizia per furti di rame registrati in tutta la Toscana e messi a segno in circa 10 anni. Un episodio nato da un inseguimento in auto culminato nella colluttazione, avvenuta in via dell’Ecologia. È successo sabato in tarda mattinata nella zona periferica intorno a via Pian di Rota.
La premessa è che da giorni in città vengono segnalati alla polizia furti di rame messi a segno in vari posti. Prima di tutto i Lupin dell’oro rosso se la prendono con ditte e negozi. Ma nel mirino dei ladri ci sono anche abitazioni private dislocate in tutta la città, senza contare le numerose grondaie che sono sparite dai cimiteri della Misericordia in viale Boccaccio e via dell’Ardenza. Furti che da un lato hanno ricadute economiche per chi li subisce e che dall’altro creano allarme sociale.
L’ultimo colpo, sabato mattina, è avvenuto ai danni di un negozio nella zona dell’ospedale. Quando scatta l’allarme al 113 (a chiamare la polizia è un cittadino che abita in zona) una volante va subito sul posto mentre un’altra comincia a pattugliare le aree periferiche della città dove di solito viene nascosta la refurtiva del rame. Tra queste c’è anche via dell’Ecologia, dove si trovano diverse ditte di disfattura e commercio metalli. È qui che il kosovaro viene intercettato mentre, insieme a un complice, è a bordo di una Skoda Felicia blu, al cui interno poi verranno trovati oltre 140 chili di grondaie di rame, appena rubato (valore 1000 euro).
Al momento dell’arrivo della polizia, uno dei due è fuori dall’auto e sta tentando forzare il cancello di ingresso del cantiere del canile comunale. Alla vista della polizia, l’uomo monta a bordo e l’auto inizia una fuga per evitare il controllo: nasce allora un pericoloso inseguimento. La Skoda nella sua corsa forsennata entra in un piazzale della ditta di recupero inerti Cliri srl e, sfrecciando pericolosamente tra alcuni dipendenti, col rischio di travolgerli, raggiunge un punto in fondo alla strada dove non c’è via di uscita. I due allora si lanciano fuori dall’auto ancora in corsa, scappando a piedi verso le campagne circostanti.
A questo punto, il poliziotto, capo della pattuglia, in attesa dei rinforzi, comincia a inseguire a piedi uno dei due, fino a raggiungerlo: è allora che, come riferito dalla polizia, nasce la violenta colluttazione nella quale il ladro prova a colpire l’agente prima con calci e pugni, e poi con una pietra raccolta per strada. Proprio mentre il poliziotto cerca di schivare il colpo al volto, il malvivente gli si scaglia addosso e poi riesce a sfilare la pistola di ordinanza dalla fondina, per poi tentare di puntarla al fianco dell’agente, mettendo il dito sul grilletto.
Attimi di panico, ma il poliziotto non perde lucidità e riesce a evitare il peggio: in un baleno, infatti, riprende l’arma in mano, mettendola in sicurezza. A quel punto l’uomo viene definitivamente bloccato, grazie all’arrivo dell’altra poliziotta della pattuglia, appena arrivata ma già dotata di grande freddezza. Il 43enne viene quindi portato all’interno dell’auto di servizio. Dai successivi controlli viene fuori che nella Skoda ci sono diversi pezzi di grondaie in rame, per un totale di circa 140 chili. Sulla provenienza della refurtiva sono ancora in corso accertamenti. Il kosovaro invece viene arrestato per tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, tentato furto aggravato e ricettazione, reati commessi in concorso con un’altra persona rimasta tuttora ricercata.
Osmani, che abita a Castelfiorentino e che secondo la polizia era a Livorno in trasferta, è regolare in Italia. Da sabato si trova nelle camere di sicurezza della questura, su disposizione del pm di turno, in attesa della direttissima. L’auto, intestata a un marocchino residente a Empoli, anche lui già noto alla polizia, è sequestrata insieme al rame.
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