La protesta
Pressing sulla Bolognesi nuovo tira e molla nel Pd
I suoi criticano Ruggeri e le chiedono di candidarsi: lei prende tempo. Ma l’area renziana è divisa. Slitta di una settimana la raccolta delle firme
LIVORNO. I filo Marida Bolognesi bocciano la candidatura di Marco Ruggeri e chiedono all’ex parlamentare di partecipare alle primarie che decideranno il candidato a sindaco del Pd o del centrosinistra. È la sintesi della discussione che si è accesa ieri mattina al circolo Pd di Borgo, dove si sono riuniti i delegati renziani (non tutti, circa una cinquantina) eletti all’ultimo congresso nelle assemblee rappresentative del partito.
L’altolà al capogruppo. I presenti non sono stati teneri col numero uno del Pd in consiglio regionale, che giovedì scorso (dopo una serie di no incassati dal Pd da potenziali candidati a sindaco e dopo non pochi imbarazzi) si è messo a disposizione del partito livornese. Tra i più critici l’ex candidato renziano alla segreteria comunale, Alberto Silvestri, che nei giorni scorsi aveva già scritto parole dure su Fb («Chi è stato il numero uno politico dei Ds e del Pd dal 2004 al 2010 a Livorno? Non vorremo mica scaricare su Alessandro Cosimi tutte le responsabilità per le difficoltà che Livorno sta attraversando, sarebbe troppo facile!». Chi dice no all’ipotesi Ruggeri lo fa proprio sostenendo che «non incarna quella discontinuità che ci hanno chiesto gli elettori con le primarie dell’8 dicembre».
«Con Marida». Così in sala parte il pressing sulla Bolognesi, che fino alla scorsa settimana si era spesa per la candidatura dello scienziato Paolo Dario. «Pur riconoscendo l’altissimo profilo di Marco Ruggeri, persona intelligente e politicamente capace – dice il presidente del consiglio comunale, Enrico Bianchi – tutti i presenti, me compreso, hanno confermato la fiducia a Marida, chiedendole con insistenza di candidarsi». «Marida – sostiene – è una donna che ha conoscenze a moltissimi livelli, che ha maturato una importante esperienza politica, che sa parlare alla società civile. È persona corretta, una donna della mediazione».
Quintavalle e Bolognesi fuori dal coro. Ma durante la riunione sarebbe stata la stessa fondatrice di IdeaLi a invitare alla riflessione e a parlare della candidatura di Ruggeri come di una «ipotesi che non si può non prendere in considerazione». Parole simili a quelle pronunciate dall’ex candidato alla segreteria territoriale, Alessio Quintavalle, che avrebbe fatto un endorsement a favore di Ruggeri. Sul piatto, di fatto, non c’è un nome qualunque, ma quello del capogruppo in Regione, che gode anche della stima dei renziani fiorentini. E quindi?
Ancora tira e molla. Per ora la Bolognesi ha preso tempo, facendo sapere che parlerà sia con Ruggeri che col segretario comunale, Yari De Filicaia. La riunione di ieri mattina è servita a lanciare un messaggio politico e a mettere sul piatto alcuni punti di merito da consegnare nelle mani dei candidati: «Necessità – dicono i presenti – di fare uscire la città dall’isolamento in un’ottica di area vasta, dare più spazio alle competenze che ci sono in città, rivedere il funzionamento della macchina amministrativa, aprire alla società civile». Ma siamo al punto di partenza: l’ex parlamentare non sa se scendere in campo. La sensazione è che alla fine non lo farà. Ruggeri sarà l’unico candidato del Pd in primarie di coalizione? Qualcuno dei filo Bolognesi appoggerà Luca Bussotti?
E Bussotti? Ieri mattina l’ipotesi Bussotti è passata in secondo piano, la reazione di questa parte del partito è stata un po’ fredda e oggi o domani il ricercatore incontrerà De Filicaia. Ma in ogni caso è davvero scontato che i filo Bolognesi abbiano i numeri per sostenere un loro candidato?
Chi ha le firme. All’ultimo congresso Silvestri si è preso il 37% dell’assemblea. Per presentare un candidato serve il 35% delle firme dei delegati. Ma si sa già che quelli più vicini, ad esempio, ad Alessio Ciampini (che ieri è stato visto con Ruggeri e che si dice curerà la campagna elettorale) sosterranno il capogruppo in Regione. C’è sempre la possibilità di raccogliere quasi 500 firme tra gli iscritti, ma non è uno scherzo. Così anche per la Bolognesi i numeri potrebbero essere risicati...
Tutto rinviato. Intanto De Filicaia ha chiesto ufficialmente di spostare di una settimana la raccolta delle firme, che dovrebbe partire il 3 febbraio per chiudersi il 7. Le primarie saranno il 9 marzo. Ruggeri si è messo a disposizione del partito, purché non ci siano guerre fratricide. Anche perché, sussurrano nelle stanze del Pd, ora tocca alle primarie, ma il voto, quello vero, è a fine maggio.
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