Italia
«Sono delle Br» e minaccia di far esplodere il palazzo
Prima la telefonata al centralino del 113, poi si è barricato nell’appartamento sul viale Alfieri. Dopo l’irruzione della polizia l’uomo è stato ricoverato
LIVORNO. Venerdì sera avrebbe chiamato il centralino del 113 dicendo di essere «uno delle Br» e farfugliando al telefono frasi sconnesse tra cui quella - abbastanza minacciosa - di voler far «esplodere la questura».
Poi, ieri mattina, pensando che qualcuno di li a poco lo avrebbe cercato, ha visto bene di barricarsi nel suo appartamento al numero 87 di viale Alfieri, un condominio che sembra quello di Ovosodo dove il cortile è un piazza parcheggio e non si capisce dove iniziano le finestre e finiscono i panni stesi.
Quando intorno alle 10 sono arrivati gli agenti della Digos che lo cercavano per chiedergli conto della telefonata e i colleghi della polizia municipale che, invece, gli dovevano notificare l’assistenza sanitaria obbligatoria, hanno trovato la porta sbarrata.
«Se non andate via e mi lasciate stare - ha detto chiudendo le finestre - apro il gas e mi faccio esplodere». Solo dopo gli investigatori hanno appurato che l’uomo, 34 anni, aveva sistemato delle travi di legno sulla porta per evitare che qualcuno potesse entrare. «Nel frattempo ci minacciava con un mazzuolo», racconta ha cercato di convincerlo ad aprire la porta.
Intanto nel cortile del palazzo si è radunata una piccola folla di curiosi. «Non è la prima volta che combina qualche casino, ma mai fino a questi livelli - racconta uno degli spettatori mentre un vigile del fuoco mette a posto due accette nel furgone - È da questa mattina alle 8 che sentiamo battere con il martello, ma all’inizio non potevamo pensare che avesse deciso di barricarsi in casa».
Per quasi due ore sono proseguite le trattative tra gli investigatori e il 34enne che per un attimo si è anche affacciato alla finestra con una coperta rossa sulle spalle per cercare di coprirsi il volto o forse per ripararsi dal freddo.
Intorno alle 12,15, quando si è capito che la trattativa non avrebbe portato a molto, la decisione di effettuare un’irruzione nell’appartamento.
È toccato a due agenti delle volanti indossare la divisa antisommossa, impugnare gli scudi e buttare giù la porta dell’appartamento.
Fatto questo, però, c’è stato il problema di fermare l’inquilino dell’appartamento che fino all’ultimo ha cercato di evitare il trasporto in ospedale.
«Ha provato ad aggredire alcuni agenti - raccontano - e soprattutto continuava a sputare verso chiunque».
Quando la situazione è tornata sotto controllo è toccato ai sanitari e al medico dell’Svs cercare di calmare il 34enne e portarlo in ospedale dove nel pomeriggio è stato trasferito nel reparto di Psichiatria.
Le ultime immagini di una mattinata di tensioni, sono quelle di un ragazzo cresciuto che indossa un pigiama grigio e a cui un infermiere copre il volto per evitare che resti impresso nell’obiettivo delle macchine fotografiche, un agente che attraversa l’ombra del cortile con due scudi in mano e i vicini che appena l’ambulanza lascia il cortile parcheggio rientrano a casa.
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