Il Tirreno

Livorno

Riforma-beffa, Livorno divisa in 2

di Mauro Zucchelli
Riforma-beffa, Livorno divisa in 2

Caso (quasi) unico in Italia: alla Camera la zona nord sotto Pisa, al Senato i rioni sud con la Maremma

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LIVORNO. La riforma elettorale finora ha volato nei cieli del doppio turno alla francese, del triplo toe-loop con avvitamento e della siuski senza rete. Ma quando atterra sulla concretezza geografica della mappa dei collegi elettorali, ecco che salta fuori una frittata, almeno secondo le prime ipotesi: la nostra città verrebbe divisa in due metà e l’elettorato di ciascuna di queste sub-Livorno finirebbe per essere accorpato ad altri bacini elettorali.

Beninteso, si tratta di una ipotesi ancora non approvata: ma è l’ipotesi messa nero su bianco negli allegati alla riforma ed è quella sulla quale si sta discutendo.

Alla Camera Livorno nord (le circoscrizioni 1 e 2?) andrebbe insieme a Collesalvetti sotto l’ala di Pisa, che rafforzata da Cascina, avrebbe il peso demografico complessivo di 170mila abitanti, quasi il doppio della metà nord di Livorno più Colle: ovvio che sarebbe Pisa il baricentro politico-elettorale.

E Livorno sud (il resto della città)? Sintetica mente vengono indicati come punti di riferimenti Rosignano, Piombino e Pontedera. Sembra di poter intuire che si stia immaginando di mettere in questo collegio quel che sta a sud di piazza Magenta spingendosi ad abbracciare la Valdera, Piaggio inclusa, quasi tutta la provincia probabilmente fin giù all’Elba (e anche Volterra?). Sta di fatto che anche in questo caso, la metà sud di Livorno avrebbe il peso demografico-elettorale di 70-80mila abitanti, annacquati in un territorio che, per quanto ancora da definire, ne avrà forse il triplo.

Già così è abbastanza singolare. Ma le perplessità raddoppiano se si guarda cosa accade nel resto della mappa: lasciamo perdere che in Lombardia i tre poli-guida del collegio 16 non totalizzano 50mila abitanti e quelli del collegio 17 arrivano a malapena a 62mila. Questo cervellotico smembramento di Livorno quasi non ha eguali: pescando fra i 148 collegi di tutta Italia un caso del genere si riscontra solo a Cagliari e a Verona (divise in due metà ma largamente egemoni rispetto ai territori aggregati).

È vero che in passato Livorno era già stata divisa in due collegi alla Camera, il 27 e il 28: ma nel primo caso alla metà nord era solo aggiunta Colle e nel secondo il collegio si limitava a prolungarsi fino a Rosignano. Ed è proprio il modo con cui sono stati raggruppati i collegi uninominali del ’93 a creare quest’assurdità che fa sembrare il pasticciaccio della Mini-Imu un provvedimento di linearità cartesiana.

Stessa divisione in due metà viene ipotizzata anche al Senato. Anche in questo caso Livorno è tagliata in due: la metà nord verrebbe inglobata in un collegio che arriva a Lucca e Viareggio, la metà sud ruzzolerebbe in un maxi-collegio fino ai confini col Lazio.

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