Gioco
Riforma-beffa: la mappa dei nuovi collegi elettorali spacca in due Livorno (e ne dimezza il peso)
Nella discussione sulla nuova legge elettorale, nelle ipotesi relative alla mappa dei nuovi collegi elettorali, spunta una beffa per Livorno: la città sarebbe divisa in due metà sia alla Camera che al Senato. Finendo per diventare portatrice d’acqua rispetto al baricentro politico che il peso demografico collocherebbe altrove. A Pisa, soprattutto
LIVORNO. Spuntano le ipotesi della nuova mappa dei collegi elettorali (da ridisegnare sulla base della riforma elettorale in gestazione) e le novità sono paradossali per Livorno: la città viene divisa a metà: nella geoegrafia elettorale per la Camera la zona nord, stando a questi scenari, verrebbe aggregata (insieme a Collesalvetti) con Pisa e Cascina, con l’area pisana che avrebbe un peso demografico tale da valere come baricentro politico-elettorale del collegio; invece i rioni sud verrebbero (insieme a Rosignano) accorpati al collegio che si estende per buona parte della provincia di Pisa compreso Pontedera e per quasi tutta quella di Livorno, Elba inclusa.
È un caso pressoché unico in Italia: solo Cagliari e Verona risultano anch’esse divise in due, ma in entrambi i casi restano comunque il polo che aggrega a sé alcuni territori vicini. Si tratta ancora di ipotresi ma figurano negli allegati ed è su queste basi che si sta discutendo.
Stessa spaccatura in due metà anche nei collegi senatoriali: Livorno nord fin irebbe, in base a questa ipotesi, per entrare in un ritaglio che include non solo Pisa-Cascina ma anche Lucca-Viareggio; Livorno sud sarebbe invece destinato a un collegio sterminato che si estenderebbe fino ai confini con il Lazio.
In ballo non c’è l’orgoglio di campanile ma il peso politico che Livorno rischia di perdere ulteriormente in una geografia dei collegi che la rende ruota di scorta di altri territori.
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