Gioco
Italicum s’inventa un’altra Toscana
Macedonia di collegi: Carrara, divisa da Massa, va con Pistoia; Pisa e un po’ di Livorno insieme, Empoli si ritrova con Siena
Cos’hanno in comune i territori di Empoli e Siena oppure quelli di Carrara e Pistoia? Poco secondo la logica, molto secondo “Italicum”, il nuovo sistema elettorale in discussione in questi giorni in commissione alla Camera. I “collegi plurinominali” pensati per ripartire i seggi di Montecitorio e Palazzo Madama ridisegnano la geografia politica della Toscana (MAPPE), spostando i tradizionali confini elettorali e accorpando (un po’ a casaccio) i vecchi collegi uninominali utilizzati col Mattarellum: da 29 le circoscrizioni diventano 9 alla Camera e 6 al Senato.
Ma al momento l’opera di sintesi appare priva di criterio: si mettono insieme cani e gatti (pisani e livornesi) e si dividono i vicini di casa (massesi e carraresi); si frullano in un unico contenitore Comuni appartenenti a due-tre province diverse, e a volte viene meno persino il criterio della continuità territoriale: è il caso dell’accorpamento Arezzo, Firenze-Pontassieve, Montevarchi, pare ci sia un buco da qualche parte.
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«Ma questa è solo una prima bozza – spiega Nicola Danti, braccio destro del sindaco di Firenze Matteo Renzi – Ci sono diverse cose da sistemare e in linea di massima credo che si cercherà di seguire la geografia della Province. Ma i problemi non sono insormontabili. Anzi, direi che le questioni si semplificano rispetto al passato: all’epoca del Mattarellum, ad esempio, nel collegio uninominale di Piombino si contavano 17 Comuni, appartenenti a due province diverse, e con dentro Follonica e la città della Lucchini. E in quel caso veniva eletto un solo deputato. Ora i collegi sono interprovinciali, ma il numero dei potenziali eletti dovrebbe salire a sei. Come saranno scelti i nomi in lista? Renzi lo ha detto chiaramente: con le primarie. E – conclude Danti – credo che saranno primarie organizzate sulla base dei nuovi collegi, proprio per mantenere il rapporto cittadino elettore».
La palla, quindi, dal piano istituzionale scivola su quello politico. Saranno le segreterie territoriali dei vari partiti a scegliere i candidati. E dato che la loro organizzazione ricalca grosso modo quella delle Province, si dovranno mettere insieme più coordinatori: «Servirà un confronto per capire le modalità con cui verranno compilate le liste – spiega Patrizio Andreuccetti, segretario Pd a Lucca, che si trova con Massa e la Versilia – Un 2-2-2? È prematuro fare cifre. Sicuramente dovranno essere presi in considerazione criteri oggettivi (grandezza del territorio e numero di abitanti) ma anche politici».
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