Sicurezza
«Camera di commercio a rischio harakiri spaccando il consiglio»
LIVORNO. La Confartigianato, benché non figuri all'interno del consiglio della Camera di commercio, non rinuncia a tirare bordate contro «la scelta di alcune associazioni, Cna e Confesercenti in...
LIVORNO. La Confartigianato, benché non figuri all'interno del consiglio della Camera di commercio, non rinuncia a tirare bordate contro «la scelta di alcune associazioni, Cna e Confesercenti in primis» di continuare a sostenere Sergio Costalli, dirigente di primissimo piano del mondo Coop (che peraltro nella seconda votazione è stato l’unico nome votato in mezzo a tante schede bianche)
Il direttore provinciale dell'organizzazione, Giovanni Conte, dice che non sono in questione «le dimostrate capacità manageriali, serietà ed onorabilità» del candidato, ma – aggiunge – «ancora non riusciamo a comprendere perché si sia voluto candidare un non imprenditore, un soggetto che nella sostanza non rappresenta la moltitudine delle imprese». Non solo: guardando al suo curriculum professionale, la Confartigianato sottolinea che Costalli ha agito «nell'interesse della grande distribuzione per la quale lavora» e «molto spesso ha operato a scapito della piccola imprenditoria diffusa» (e a tal proposito, Conte ricorda che «le piccole e medie imprese rappresentano il 96% del tessuto imprenditoriale totale»).
Conte ipotizza come «molto probabile» l’ingresso del rappresentante dei consumatori all’interno della giunta camerale, immaginando che l’alleanza filo-Costalli possa cercare lì il voto per arrivare all’elezione di Costalli con una maggioranza esigua spaccando il consiglio.
Conte ricorda che «la Camera di Commercio vive con i contributi pagati da tutti gli imprenditori»: chiede che «siano gli stessi imprenditori a decidere della rotta che questa deve tenere, come è avvenuto negli ultimi dodici anni grazie anche al governo di Impresa Futura e alla condivisione con tutte le parti delle iniziative avviate a favore delle imprese».
Per la Confartigianato si sta delineando uno scenario caratterizzato da «un braccio di ferro tra una strana (interessata ed intrigata) maggioranza risicata e una forte opposizione pronta a dare battaglia nell'interesse dell'imprenditoria diffusa».
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