Il Tirreno

Livorno

Come mi tutelo nell’età dei social

di Giorgio Carlini
Come mi tutelo nell’età dei social

Domattina la campagna nazionale della polizia sbarca in città con il camion “multimediale” itinerante

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LIVORNO. Film dedicati al tema della dipendenza da internet. Serie tv che spopolano occupandosi di false identità sui social network. E poi le gravi vicende di cronaca riguardanti adolescenti vittime di adescamenti o episodi di cyberbullismo. Il web è una risorsa dalle potenzialità illimitate, ma spesso si trasforma in una vera e propria trappola per i giovani, con i genitori impotenti di fronte alle nuove tecnologie.

Per questo la polizia di Stato, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, ha organizzato una campagna nazionale dal titolo “Una vita da social”. L’obiettivo? Promuovere un uso consapevole dei mezzi di comunicazione informatici. Un progetto rivolto ai ragazzi, ma anche ai genitori, affinché possano avere gli strumenti per tutelare i figli, e ai docenti del mondo dell’istruzione, per garantire la “cultura social” tra i banchi di scuola.

Il fulcro dell’iniziativa è un camion trasformato in “aula multimediale itinerante”, partito mercoledì da Roma per coinvolgere oltre 150 mila studenti, facendo tappa in 34 città. Tra queste c’è anche Livorno, che accoglierà la manifestazione sabato 25 gennaio, dalle 10 di mattina fino alla sera, in piazza della Repubblica.

Come spiegato dal questore di Livorno, Marcello Cardona, e dal dirigente del compartimento di polizia postale della Toscana, Alfredo Pinto, la campagna ha lo scopo di mostrare agli utenti del web le regole per navigare sicuri, evitando violazioni della privacy, difendendosi dai cyberbulli e tenendo alla larga gli adescatori. Un progetto senza precedenti, se è vero che, oltre a polizia, ministero e scuole, sono coinvolti anche le realtà della rete (Facebook, Google, Microsoft, Youtube, solo per citarne alcune).

«La nostra attività - sottolinea il questore - non mira alla repressione, quanto piuttosto allo sviluppo della cultura e all’uso propositivo dei social, per evitarne le minacce».

Minacce che un’indagine (condotta da “Skuola.net” su un campione di 2000 votanti tra gli 11 e i 20 anni) ha dimostrato essere in aumento. Dal questionario è emerso che un ragazzo su tre è sempre connesso ai social network. Il 27% dei giovani ha incontrato almeno una persona conosciuta online, mentre un adolescente su quattro confessa di prestarsi a comportamenti da cyberbullo. E ancora: il 13% ha inviato almeno una volta una propria foto in atteggiamenti provocatori.

«Oggi il mondo si è rovesciato - fa presente Pinto - Un tempo erano i genitori a insegnare ai figli, oggi sono le nuove generazioni a prendere dimestichezza con i mezzi informatici, e in molti casi i più grandi non sono in grado di controllare il comportamento dei figli. La polizia - aggiunge - intende colmare questo vuoto, attraverso il coinvolgimento dei genitori e delle scuole».

Domattina tutti i presenti in piazza della Repubblica potranno entrare nel camion e accedere a internet dalle postazioni mobili. Durante la navigazione, gli agenti mostreranno il corretto uso della tecnologia, suggerendo le fondamentali precauzioni per evitare di finire nelle trappole della rete. Anche il Livorno calcio ha sponsorizzato l'iniziativa: sarà presente Federico Ceccherini, difensore amaranto, livornese doc e “rappresentante” della categoria dei giovani sportivi, che sempre più spesso usano i social network per esternare i propri pensieri.

Ad allietare la giornata anche i ragazzi che con i loro circoli e attività si occupano di animazione e organizzazione di eventi in città (tra questi Drink Dance Party, Orto Dance, Deep Love Factory). «I social - racconta Filippo, giovane dj - sono un mezzo efficace per programmare le serate. Ma - conclude - sono un’arma a doppio taglio se usati in modo sbagliato».

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